Gioco
Pilota ad ogni costo: «Così in Accademia si è realizzato il mio grande sogno»
Livorno, dall’Iti Galilei ai più alti incarichi militari
LIVORNO. Pilota ad ogni costo, come un sogno di ragazzo che si vuole realizzare. Dall’Aeronautica alla Marina Militare. Svanito il primo dopo aver superato l’ammissione, per il parere contrario della famiglia, la seconda possibilità s’è concretizzata con l’ingresso all’Accademia Navale e la scelta, poi, per quello specifico settore. Oggi, ormai in pensione, l’ammiraglio Tommaso Angelino rifarebbe quella scelta, perché la Marina è diventata la sua famiglia, quella che l’ha preso per mano da giovane allievo e portato anno dopo anno con professionalità fino agli Alti Gradi.
Quando è nata la scelta di entrare in Accademia Navale?
«Ho sempre avuto sin da piccolo la passione per il mare che era poco distante dalla mia residenza a Bagnoli (Napoli) sino all’età di 11 anni. Inizialmente, dopo il diploma di perito elettronico a Livorno (Istituto “Galileo Galilei”) dove mio padre era stato trasferito, oltre alla passione per il mare cominciò a nascere anche la passione per il volo. Fu così che nel 1967 insieme al mio compagno di banco Claudio partecipai al concorso per pilota presso l’Accademia dell’Aeronautica. Purtroppo nel momento in cui dovevo scegliere la suddetta specializzazione, i miei genitori non acconsentirono ed allora lasciai il concorso pensando di avere un momento di riflessione. Fu proprio nell’estate del 1967 che riaffiorò quel sentimento di attrazione per il mare e così presi la decisione di partecipare l’anno seguente, 1968, al concorso per l’ammissione alla prima classe S.M. dell’Accademia della Marina Militare».
C’erano precedenti in famiglia?
«Mio padre è stato Sottufficiale della Guardia di Finanza, sezione navale».
Rifarebbe la stessa scelta?
«Senza alcun dubbio, sin dall’Accademia, ho sempre considerato la Marina Militare la mia famiglia, quella che mi ha preso per mano da giovane Allievo e portato con professionalità sino agli Alti gradi».
Cosa ricorda della sua Santa Barbara con il giuramento?
La Santa Barbara del 1968 fu un momento importante del periodo dell’Accademia. Innanzitutto passavo da studente/pivolo ad Allievo della Prima Classe con la A maiuscola, avevo superato l’impatto iniziale da una vita spensierata (per un anno ho frequentato con poca convinzione l’Università di Pisa) ad una vita piena di regole e doveri. Finalmente gli anziani, gli Allievi della Seconda Classe, ci avevano accettati dopo un periodo duro di “spivolatura” (attività ormai abbandonata)nella quale la nostra prima classe da gruppo di persone singole diventava una unica entità con un nascente spirito di gruppo.
Qual è stato il percorso degli incarichi in carriera.
Nel 1972 ho ultimato il periodo dell’Accademia; nell’anno dovevo dare le opzioni di specializzazione. Fu allora che la passione per il volo ritornò a galla e così misi come prima scelta la specializzazione di pilota navale (non avevo più bisogno di autorizzazione dei genitori). Grazie al profitto negli studi, venni selezionato per effettuare il corso di pilotaggio a Pensacola (USA). Nel 1974 sono stato designato Pilota di Aereo ed Elicotteri. Dopo la transizione su tutti elicotteri della Marina del tempo ovvero AB 204, AB 212 ed SH3D Sea King, ho effettuato come pilota navale un lungo periodo di attività di volo comandando anche Gruppi di volo sia a bordo ( Capo Servizio Volo di Fregate e della Portaerei Garibaldi) che a terra (Terzo Gruppo Elicotteri di Catania)».
Nel grado di Capitano di Corvetta, ho svolto l’incarico di Aiutante di Bandiera al Comandante in Capo della Squadra Navale e successivamente come Ufficiale Addetto al Rappresentante Militare Italiano al Comitato Militare della NATO a Bruxelles.
«Come Ufficiale di Stato Maggiore ho comandato tre Unità navali: il Cacciamine Loto, la Fregata Espero e la Nave Anfibia San Giusto ( Comandante designato durante la costruzione presso Fincantieri e Comandante in operatività). Ho ricoperto vari incarichi presso gli Stati Maggiori, quali Capo dell’Ufficio Relazioni Internazionali dello Stato Maggiore della Difesa, Capo dell’Ufficio Relazioni Esterne, Propaganda e Comunicazione dello Stato Maggiore della Marina Militare. Nel grado di Contrammiraglio sono stato incaricato quale Comandante della Scuola Sottufficiali della Marina Militare e successivamente Addetto per la Difesa presso l’Ambasciata d’Italia al Cairo (Egitto)».
Cosa lascia a sua figlia di quel mondo?
«Mia figlia con la mia consorte mi ha sempre seguito in ogni destinazione. Ha frequentato scuole in Italia e all’estero senza disagi anzi acquisendo un’ampia apertura mentale. Ha vissuto a pieno il mondo della Marina dalla quale ha assorbito il senso del dovere, la tenacia, la correttezza, l’onore, la professionalità in ogni cosa che fa e soprattutto il rispetto della Patria».
Consiglierebbe ad un diplomato d’intraprendere, oggi, il percorso dell’Accademia Navale?
«Sicuramente sì. Dall’esterno l’Accademia Navale può sembrare un traguardo difficile ma se si ha la passione per il mare, se si crede in un futuro di grandi soddisfazioni, vale la pena tentare. La vita in Marina è una scelta che comporta grandi sacrifici anche delle famiglie ma è ampiamente ripagata da grandi soddisfazioni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
