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«Mille metri quadri in più per il liceo Cecioni». Ecco la mappa dell'edilizia scolastica livornese

di Giulio Corsi
«Mille metri quadri in più per il liceo Cecioni». Ecco la mappa dell'edilizia scolastica livornese

Il punto di Pietro Caruso, fino alla scorsa settimana vice presidente della Provincia

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Livorno Da lunedì 9 gennaio 2023 fino a lunedì 30 gennaio saranno aperte le iscrizioni per le prime classi delle scuole elementari, medie e superiori in vista dell’anno scolastico 2023-2024. Tema, quello riguardante gli istituti superiori, particolarmente delicato, vista la difficoltà di spazi che da anni caratterizza il panorama delle nostre scuole. Tre in particolare: liceo Cecioni, Iti Galilei e liceo Enriques.

Pressata tra proteste degli studenti e polemiche degli insegnanti, negli ultimi tre anni la Provincia è riuscita a tamponare una parte delle criticità dando una succursale in via Goldoni all’Enriques (razionalizzando gli spazi del Niccolini Palli), prendendo in affitto alcuni locali di Porta a Mare sempre per l’Enriques, mettendo a disposizione dell’Iti la palazzina cemento dell’Orlando e altri spazi privati (sempre in affitto) in via Filzi. Ma molti problemi restano.

Pietro Caruso, vice presidente della Provincia scaduto, ma anche in procinto di riconferma, è l’amministratore che più di tutti si è occupato in tutti questi anni di trovare delle soluzioni.

Allora Caruso, al Cecioni da anni gli studenti sono costretti alla rotazione delle aule, un sistema ben funzionante ma non particolarmente funzionale. Per recuperare spazi alcune classi fanno lezione anche in aula magna. Prima o poi terminerà questa storia?

«La soluzione, come ha annunciato in un’intervista al Tirreno la presidente Bessi pochi giorni prima di terminare l’incarico, è l’utilizzo del palazzo Della Gherardesca».

Ma mancano i dettagli, sui tempi e sugli spazi. Che cosa si libererà esattamente?

«Una prima parte di spazi si è liberata da qualche giorno al pian terreno, da quando Istoreco, l’istituto storico della Resistenza, è stato trasferito alla Villa del Presidente in via Marradi».

È un trasferimento provvisorio: è vero che la sua nuova sede sarà la torre dell’orologio del cantiere Orlando?

«C’è stata un’interazione in questo senso col sindaco Salvetti».

Quante stanze si sono liberate al Della Gherardesca?

«Nove stanze, alcune anche molto grandi, una addirittura di 85 metri quadri».

A che cosa serviranno?

«Saranno a disposizione del Cecioni».

Da quando?

«Io spero dalla primavera 2023».

Che cosa aspettate?

«Di liberare altre due stanze al piano superiore, dove attualmente ci sono uffici della Regione. Accadrà nei prossimi giorni: si sposteranno in un’altra ala del palazzo dove adesso c’è la Regione».

A quel punto?

«Nelle stanze ex Istoreco, ex Regione e in due che ospitavano gli archivi del Provveditorato e che sono state liberate spostando gli scaffali all’ex circolo dipendenti, inizieremo i lavori dopo le vacanze di Natale. Sono lavori di adeguamento alle normative, bagni per disabili etc, per 260mila euro».

Quanto spazio sarà recuperato?

«Circa mille metri quadrati».

Ci verranno molte aule...

«Non è detto che siano utilizzati per le classi. Saranno utilizzati per le necessità della scuola, non tutti diventeranno aule, potranno essere adibiti a segreterie e laboratori recuperando spazi per le aule nella sede».

Da dove si entrerà?

«Dove ora c’è l’ingresso disabili».

Basterà per risolvere il problema delle rotazioni al Cecioni?

«Sarà un polmone in più per la scuola. Le rotazioni verranno ridotte, ma non per tutti perché le classi sono di più».

Dunque il problema, seppur ridotto, resterà...

«Ma vogliamo risolvere anche quello. Ci riusciremo quando tutti gli uffici della Regione si sposteranno dal palazzo Della Gherardesca a via Marradi nella villa del Presidente. Ci vorrà almeno un anno, perché servono lavori, tra cui l’ascensore. A quel punto il Cecioni avrà altre venti stanze al Della Gherardesca e potrà smettere di fare rotazione».

Passiamo all’Iti, oggi diviso su tre sedi: via Galilei, la palazzina cemento dell’Orlando, e i locali in affitto in via Filzi (che in precedenza erano stati dati al Cecioni).

«L’Iti ha 5 aule di via Filzi. Stiamo facendo fare dei lavori in un altro edificio che abbiamo preso in affitto a pochi metri, nello stesso cortile. Entro giugno saranno terminati: a quel punto l’unica succursale del Galilei sarà a Shangai all’interno dello stesso complesso. E teoricamente non ci sarà più bisogno della palazzina cemento che potrà tornare all’Orlando».

E se non basteranno gli spazi?

«Nessuno manderà via nessuno. Se non basteranno gli spazi, l’Iti continuerà ad essere diviso su tre sedi».

Quanto costa l’affitto dell’immobile di via Filzi?

«6.000 euro Iva inclusa al mese».

Liberando la palazzina cemento potrebbe aprirsi uno spazio per il Buontalenti in piazza 2 Giugno e a ruota per il Cecioni dove ora c’è il geometri?

«No. Il Buontalenti rimane nel complesso Della Gherardesca, non si tocca, è la sua sede storica, vi hanno i laboratori. Abbiamo spostato in piazza 2 giugno solo gli uffici, poiché lì sta la dirigenza».

Capitolo Enriques: anche il liceo di via della Bassata è diviso su tre sedi, la succursale di via Goldoni e le 7 aule più una per gli insegnanti di Porta a Mare. Uno spezzatino non gradito a insegnanti e ragazzi.

«Non si può fare altrimenti. Continueremo a usare Porta a Mare finché non sarà pronto il Calafati, che nasce come scuola volano ma potrà diventare succursale dell’Enriques, liberando a quel punto via Goldoni. Ma si parla del 2026...».

Quanto vi costa l’affitto di Porta a Mare?

«7.320 euro iva inclusa al mese». l
 

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