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Commercio in lutto, addio a Franco Saccomanni: re dei serramenti livornesi
Il ricordo dell’amico «Ea come il bicchiere d’acqua che hai sul comodino la notte, era lì, quando avevi bisogno. Una bellissima persona che non dimenticherò mai»
LIVORNO. Era il re dei serramenti di Livorno. Imprenditore illuminato e dalla grande visione verso il futuro, aveva progettato e installati gli infissi dell’ospedale di Cecina e con la sua azienda di via della Torretta si occupava della manutenzione, sia nel centro che nel Nord Italia, delle vetrine del colosso danese Flying Tiger, la catena di oggettistica economica che in città ha il suo punto vendita in via Cairoli, nel pieno centro della città.
È lutto per la morte di Franco Saccomanni, che proprio lo scorso 18 novembre aveva festeggiato 72 anni. L’imprenditore livornese ha perso la vita due giorni fa, attorno alle 13, nella sua abitazione circondato dall’affetto dei familiari. Negli ultimi tempi a causa di un tumore era in cura nel reparto delle cure palliative dell’ospedale di viale Vittorio Alfieri e in tantissimi lo hanno voluto ricordare per la sua bontà e l’altruismo dimostrato nel corso della sua vita. «Franco era come il bicchiere d’acqua che hai sul comodino la notte – racconta l’amico Franco Fantappiè, presidente dell’associazione animalista Anpana di Villa Maurogordato – era lì, quando avevi bisogno c’era sempre, una bellissima persona che non dimenticherò mai. Era disponibile e competente, una persona saggia. Sempre pronta a darti una mano quando serviva, un lutto pesante per tutti coloro che lo conoscevano».
Appassionato di arte – «e di tutto, praticamente du tutto tranne il calcio», ricorda l’amico – da quando era andato in pensione, qualche anno fa, aveva comprato un pezzo di terra sulle colline di Vicopisano, in provincia di Pisa, e amava curare i suoi olivi e produrre il prelibato olio da condividere con la sua famiglia. Lascia la moglie e i figli. «Fare l’olio, nel tempo libero, era diventata una delle sue più grandi passioni – così ricorda Fantappiè – e trascorreva molto tempo sulle colline pisane per prendersi cura delle piante. Era una risorsa, nel vero senso della parola, perché su di lui potevi sempre contare», prosegue un emozionato Franco Fantappiè, che non dimenticherà mai il suo amico di cui porta lo stesso nome e che ha conosciuto nel corso della sua vita.
A omaggiare Saccomanni, nato e cresciuto a Livorno dove ha sviluppato l’attività di infissi e serramenti, sono anche la Gran loggia d’Italia degli antichi liberi e accettati muratori e la Rispettabile loggia Giuseppe Mazzini all’Oriente di Livorno. Da ieri la camera ardente del settantaduenne è stata allestita al cimitero dei Lupi di via Don Aldo Mei e il feretro partirà oggi alle 14.30 dal camposanto monumentale alla volta della chiesa Valdese del centro di Livorno, in largo dei Valdesi dietro a piazza Cavour, dove alle 15.30 amici e conoscenti potranno salutarlo per l’ultima volta durante le esequie.
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