Gioco
Volontaria della Svs scopre la fuga di gas e dà l'allarme: «Quel palazzo poteva esplodere»
Il racconto della livornese Cosetta Benni: «Ho portato tutti in strada e poi ho aperto le finestre. La perdita era da un contatore»
LIVORNO. Grazie all’esperienza maturata sulle ambulanze e alla sua prontezza di riflessi ha salvato gli abitanti di un intero palazzo alle porte del centro. Dando l’allarme al 112 e portando fuori un’anziana che aveva già respirato troppo gas, la cui perdita dall’appartamento avrebbe potuto provocare addirittura un’esplosione. Si è sfiorata la tragedia alle 10.30 di mercoledì 30 novembre in un condominio di via de Larderel, di fronte al tribunale civile e a pochi passi da piazza della Repubblica, dove la fuoriuscita di metano da un contatore privato avrebbe potuto trasformare in dramma la vita di tutto il quartiere cittadino.
È grazie alla volontaria della Svs di via San Giovanni Cosetta Benni, che stava riportando a casa un paziente appena dimesso dal pronto soccorso di viale Vittorio Alfieri, che tutto è andato per il meglio. Perché aprendo la porta dell’abitazione e scortando l’uomo in casa, si è resa conto che c’era qualcosa che non andava. «Normalmente quando riportiamo gli anziani a casa – racconta – ci soffermiamo a parlare con i familiari per illustrare loro la situazione clinica e gli esami svolti in ospedale. Proprio in quel momento ho avvertito un odore abbastanza forte di metano e ho subito intuito che dai tubi ci fosse una perdita significativa. Il signore che stavo riportando a domicilio era stato soccorso nella notte, qualche ora prima, da un’ambulanza del 118. Un intervento avvenuto per altre ragioni, non certo l’intossicazione, perché loro non si erano resi conto di nulla. La moglie, per tutto quel tempo, era rimasta in casa a respirare il gas. Ho immediatamente detto loro che dovevamo evacuare il palazzo, quindi siamo scesi tutti insieme e ci siamo messi in salva, non si poteva aspettare ancora...».
Gli attimi sono concitati. Bisogna fare presto. Benni, mentre corre giù per le scale, riesce anche ad avvertire la centrale operativa della Svs di via San Giovanni e quella unica, fiorentina, del 112. Poi, una volta messi in sicurezza i due anziani grazie ai colleghi di equipaggio sull’ambulanza, torna su e apre tutte le finestre. «Naturalmente – prosegue – ho chiuso tutti i fornelli del gas e mi sono occupata anche dell’interruttore generale, dal quale era in atto la perdita. Una perdita non enorme, ma che andava avanti da parecchie ore, per questo l’odore era fortissimo e l’aria quasi satura. La signora, che per tutte quelle ore era rimasta in casa da sola mentre il marito era in ospedale, probabilmente non si era resa conto di niente, perché il suo naso si era ormai abituato al puzzo. Parliamo comunque di persone anziane, con l’età che in questo contesto può aver giocare un ruolo sfavorevole».
In casa, dopo pochi minuti, arrivano anche i vigili del fuoco. Non c’è bisogno di evacuare il palazzo, visto che i pompieri giunti dalla caserma di via Campania mettono subito in sicurezza il contatore, chiudendo il gas. Poi, per riparare definitivamente la perdita e assicurare il servizio domestico, arrivano i tecnici di Asa, l’azienda che gestisce la rete cittadina. Tutto è andato per il meglio, grazie a Cosetta. Ma anche alla fatalità: se il paziente fosse stato dimesso dal pronto soccorso qualche ora dopo, e non verso le 10 di ieri mattina, forse i volontari non avrebbero raggiunto in tempo l’immobile di via de Larderel per riaccompagnarlo e dare l’allarme. Oppure, se non fosse stato nemmeno accompagnato in ospedale in piena notte, sarebbe rimasto in casa insieme alla moglie e nessuno, con ogni probabilità, si sarebbe reso conto di niente. «Inizialmente – conclude la volontaria, che è anche vicepresidente di Avis Livorno e autista della Svs che per prima a Livorno aveva trasportato i vaccini Pfizer in ospedale alla fine del 2020 – non ero sicura che fosse in corso una perdita, ma l’odore era forte e non c’era tempo per avere dubbi e porsi troppe domande. L’esperienza ha sicuramente giocato un ruolo fondamentale, perché è da tanti anni che faccio la volontaria e sulle ambulanze della Svs ho vissuto tanti diversi scenari che mi possono far valutare al meglio determinate situazioni. I signori erano entrambi intossicati, ma sono fuori pericolo. La donna, in particolare, l’ho vista molto disorientata. Mi chiedeva come mai stavamo abbandonando l’appartamento, ma c’era poco tempo per spiegare e bisognava agire in fretta per evitare che accadesse una tragedia». l
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