Gioco
La città piange l’artista livornese Anna Maria Masoni
Era scultrice, pittrice e scrittrice dalla lunga carriera
LIVORNO. Una scultrice, soprattutto. Ma non solo. Un’artista a tutto tondo. La livornese Anna Maria Masoni, per esempio, aveva pubblicato la sua opera prima da scrittrice nel 2017. In quell’occasione ha invocato le facoltà terapeutiche dell’arte e ha rivolto ai lettori anche una serie di pagine bianche, chiamandoli a riempirle come meglio credevano. Masoni è morta domenica, dopo un malore. Aveva 65 ani e lascia un grande vuoto nei cuori dei suoi familiari e di tutti coloro che ne apprezzavano le qualità artistiche e umane.
Le sculture
Masoni – racconta il marito, che elabora così un ritratto della moglie artista – si è formata a Firenze, dove per un periodo ha anche insegnato alla Scuola di formazione professionale della Provincia. L’eleganza della tradizione ceramica toscana, sapientemente rivista e attualizzata, ha contraddistinto la prima fase della sua attività, a partire dagli anni Ottanta. Dal 2000 si è poi orientata in pitture, ma soprattutto in sculture in terra antropomorfe dalla forma originalissima. In queste opere viene prevalentemente esplorato il mondo femminile, dove l’elemento costruttivo diviene fondamentale perché, come lei diceva, «ogni semplice modificazione assume un altro senso e respiro». Masoni nel corso di venti anni di attività ha rappresentato prevalentemente figure femminili «non sognanti, ma in cerca di una propria rifondazione come soluzione che va oltre la dimensione personale, ma umana, dove trova spazio il mito, l’archetipo come punto di origine di una realtà non trascurabile». I suoi lavori, citati in varie pubblicazioni, come periodici di informazione artistico-culturale (Boè, Red Magazine, OverArt) e quotidiani, sono stati esposti in numerose sedi pubbliche e private nazionali. E una è conservata in esposizione permanente al Complesso monumentale Guglielmo II, Civica Galleria d’arte moderna “Giuseppe Sciortino” di Monreale (Palermo).
Le poesie
Anna Maria Masoni aveva anche una grande passione per il teatro e di recente aveva iniziato a scrivere poesie. I suoi scritti sono stati raccolti nel libro “Muri e Ali”, edito nel 2017 al quale parteciparono artisti del panorama livornese e fiorentino, e nel libro “L’Autunno che vorrei” a cui ha lavorato nel corso di quest’ultimo anno e che verrà edito nei prossimi mesi. Di lei hanno scritto critici d’arte come Paolo Levi, Lodovico Gierut e Daniele Radini Tedeschi.
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