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Spaccia alla Guglia in monopattino: passa col semaforo rosso e viene arrestato
Livorno: la guardia di finanza,durante un controllo di routine, lo ha fermato di notte dopo l’infrazione. Addosso soldi e cocaina
LIVORNO. È stato tradito dal semaforo rosso, quello all’incrocio fra piazza Barriera Garibaldi e via Firenze. Un giovane cittadino nordafricano, nella notte fra giovedì e ieri, è stato arrestato dalla guardia di finanza mentre si stava spostando in monopattino con 50 grammi di cocaina e un centinaio di euro che secondo gli inquirenti sarebbero provento della sua attività illecita. L’accusa è detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
IL CONTROLLO
Il controllo dei militari delle fiamme gialle è stato quasi casuale, dal momento che lo hanno fermato “solo” perché è passato col rosso all’incrocio con via Firenze. Un’infrazione che è costata carissimo al giovane: molto nervoso al posto di blocco, infatti, i finanzieri lo hanno perquisito trovandogli la cocaina e i soldi. Motivo per il quale, su disposizione del sostituto procuratore di turno, è stato arrestato.
SECONDA OPERAZIONE
Si tratta della seconda operazione dei finanzieri, diretti dal comandante provinciale colonnello Cesare Antuofermo, dato che tre giorni fa in porto – come anticipato nell’edizione di ieri dal Tirreno – hanno arrestato un camionista con nove chili di cocaina. L’uomo, sardo, era diretto in Sardegna. «I finanzieri del gruppo – riepilogano dal comando – stavano procedendo ai consueti controlli su mezzi e le persone circolanti all’interno e nei pressi del porto. Tra i vari veicoli controllati è stato anche selezionato un camion per il trasporto delle merci. Dopo i primi controlli, le fiamme gialle, hanno quindi messo all’opera i cani antidroga, due splendidi esemplari di labrador, (Jambo e Brook). Al passaggio dell’autoarticolato e nella sua cabina, i cani hanno mostrato interessamento e pian piano segnalato in maniera decisa la presenza di stupefacenti. A quel punto i finanzieri hanno approfondito il controllo, sempre garantendo la massima cornice di sicurezza tanto per loro, che per l’attività in corso, ma anche per il resto dell’utenza portuale, in quel momento molto attiva e variegata. E la meticolosa perquisizione alla fine ha premiato tanto i militari che i loro cani antidroga: occultato nel rimorchio è stato rinvenuto un borsone contenente diversi panetti di cocaina impacchettati, per un peso complessivo di ben nove chili di stupefacente, che avrebbe fruttato tre milioni e mezzo di euro». l
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