Gioco
A Livorno quasi due sfratti al giorno: «È allarme, serve un tavolo in prefettura»
Col protocollo sulla morosità incolpevole si può rinviare l’esecuzione di sei mesi. C’è anche un aiuto comunale di 12mila euro, ma spesso i proprietari non si fidano
LIVORNO. Fino a 70 sfratti esecutivi lavorati ogni bimestre; una media mostruosa, tenendo presente che dal conto si esclude il fine settimana. Tradotto, si viaggia ad 1,5 operazioni ogni giorno. Più o meno è così dal giugno 2021, quando la tregua Covid è stata dichiarata finita. Una situazione già da allarme arancione e che non lascia spazio a rosee previsioni.
C’è il Comune che ha già stanziato fondi destinati a Casalp per il recupero di un certo numero di immobili, ci sono gli aumenti dei materiali nel campo edilizio, quelli decisi da un mercato impazzito e che rendono efficaci questi investimenti che producono meno ristrutturazioni del previsto; c’è una ripartizione di cui tener conto nelle attribuzioni delle case (una quota per gli sfrattati, una quota per chi è già in graduatoria Erp, una quota per chi deve cambiare immobile passando ad uno più spazioso). E ancora: ci sono i proprietari di case che potrebbero essere di estremo aiuto per risolvere gran parte dei problemi che però “nicchiano” per paura che arrivi il momento in cui l’inquilino che occupa con regolare contratto di affitto l’appartamento, non sia più in grado di pagare. Pur trattandosi di persona perbene. Perché di questi profili, si parla. Morale, si chiedono una serie di garanzie, fidejussioni bancarie comprese, che, ovviamente possono essere garantite se non attraverso un paracadute che non può essere però a carico di una amministrazione locale. Una sommatoria di posizioni e situazioni insomma, dove ciascuno ha motivo di presentarsi rivendicando a pieno titolo diritti e ragioni, e che contribuiscono a non risolvere un bel niente. Alla fine, ci sarà sempre qualcuno che pur forse lavorando, avrà entrate non sufficienti per avere contemporaneamente un tetto sopra la testa e un piatto di minestra da mettere sulla tavola per se e la famiglia. Questo, in sintesi, il quadro che emerge da un problema sociale che a Livorno esiste non da ora, ma che Covid e crisi energetica, hanno aggravato nei numeri.
La guardia è alta e le istituzioni continuano a monitorare il quadro. Con il sindacato Asia che, al problema degli sfratti è sempre stato sensibile, ed è sempre stato al fianco di coloro che si sono ritrovati anello debole di un sistema che non ha belle fondamenta. L’assessore alle politiche sociali anche ieri, ha avuto una giornata convulsa.
Parla Raspanti
Il calendario è fitto e l’assessore spiega come ci si sta muovendo. «Con questo tipo di emergenza, ci facciamo i conti tutti i giorni. Il fatto è che invece, probabilmente, non ne è consapevole la città». Entra nel tema, Raspanti. «Siamo riusciti a gestire la situazione per quanto riguarda gli sfratti da morosità incolpevole. Quelli che, secondo la normativa sono coloro che hanno perso la casa perché non hanno oggettivamente più potuto pagare. Causa perdita del lavoro, ad esempio. Il Comune ha sottoscritto un protocollo innovativo, con il prefetto, con il tribunale, con i sindacati degli inquilini, che è stato preso a modello anche dal Ministero dell’Interno. Si prevede che la prefettura conceda dei rinvii fino a sei mesi sulla base della capacità del sistema comunale di assorbire le persone». Che tradotto, significa che arriva l’elenco degli sfratti, il Comune riceve da Casalp la lista degli alloggi che nel momento sono nella disponibilità entro 6 mesi e il prefetto dispone un rinvio dell’esecuzione. «In priorità ci vanno le situazioni più fragili. Che prevedono presenza di minori, anziani, ammalati. Fondamentale è il numero di case che si riescono a recuperare. Abbiamo anche nel 2022 stanziato 800 mila euro. Tutto però aumenta. Materiali e manodopera. Quindi, si riesce a recuperare meno appartamenti di quel che era in previsione. Ma proviamo a fare il massimo. A differenza del passato, a Casalp diamo risorse, ma occorre che la Regione intervenga perché la situazione è straordinaria e sul futuro c’è tanta incertezza». Elemento di strategia quindi, più case possibile, nel minor tempo possibile. C’è anche lo strumento delle risorse da impiegare per favorire il passaggio da una casa all’altra. Sottoscrivendo un altro contratto di affitto. Con il Comune che dà un contributo fino a 12mila euro. Che però, spesso non bastano per ingolosire il proprietario di un immobile. «Il mercato della locazione, a Livorno, non è disposto ad accogliere chi ha già subìto uno sfratto. Abbiamo soldi che potremmo utilizzare ma restano lì, perché non si riesce a fare i contratti di affitto che servirebbero. Chiedono assicurazioni, fidejussioni, hanno paura. Servirebbe un sistema pubblico di garanzia, un meccanismo regionale, se non statale addirittura. Auspico la convocazione di un tavolo prefettizio, con Comune, prefetto, sindacati (con i quali c’è grande collaborazione)e la grande proprietà, per fare un ragionamento». Un tavolo prefettizio che al più presto, sarà convocato. E lo stesso Prefetto a confermarlo.
Parla il prefetto
Paolo D’Attilio è pragmatico. «Un incontro fra tutte le parti è d’obbligo – dice – e la situazione per il momento è stata gestita abbastanza bene. Vanno visti quei casi che meritano maggiore attenzione e che possano avvalersi del protocollo già in vigore. Mi riferisco ai casi di morosità incolpevole. Dobbiamo trovare delle formule giuste, impegnarci. Prevenire un futuro che altrimenti può diventare a tinte fosche».
Il sindacato Asia
Gianfranco Barba porta i suoi dati. «Fino a dicembre di quest’anno, si è riusciti a tamponare su vertenze che interessassero famiglie con sfratto per morosità incolpevole. E si parla di una ventina di casi. Poi, ci sono alcuni a fine locazione o morosi, non rientrati nella casistica precedente, che grazie a fondi statali di 6mila euro hanno trovato un altro affitto. Ma la questione resta grave. Senza entrate, una famiglia resterà sempre in difficoltà. Non si va avanti mettendo le pezze. E, da gennaio, tanti saranno fuori di casa. Centrotrenta appartamenti saranno consegnati da Casalp. Ma, il 40% va all’Erp, altrettanti alla mobilità ed assegnazione sempre Erp. Agli sfratti resta il 20%. Torneremo al 2012, con le occupazioni di strutture chiuse?».
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