Gioco
Arbitro e barista livornese muore alle Canarie: «Dalla pensione si era trasferito lì»
Volpi aveva gestito il locale ai campi di calcetto in Coteto. Il ricordo della figlia
LIVORNO. Con fischietto e cartellini nel taschino era insuperabile. E spesso capitava che dopo le partite si fermasse a bordo campo per spiegare il perché di un rigore dato o di un fallo negato. Arbitro di calcetto molto apprezzato, pescatore appassionato e per anni gestore del bar ai campetti in Coteto, Sauro Volpi da qualche tempo si era trasferito alle Canarie, per trascorrere la pensione a Fuerteventura. Ed è qui che è morto dopo una malattia. Aveva 67 anni e lascia un grande vuoto nei cuori dei sui tanti amici – livornesi e spagnoli – e della figlia Federica, che parla del padre con commozione e amore.
«Babbo era una persona speciale – racconta Federica Volpi – . Un babbo unico, con un grande cuore. Un uomo libero e indipendente, con un grande entusiasmo per la vita e per ciò che lo circondava». Perché nelle sue passioni Volpi metteva sempre tutto se stesso. Amava il mare, soprattutto. E adorava pescare. Si metteva seduto con la sua canna da pesca e aspettava. Poi, il sorriso sul volto mentre mostrava il grosso pesce appena tirato fuori dall’acqua. Ma il mare e la pesca erano solo due delle sue passioni. A Volpi piaceva anche lo sport, in particolare il calcetto.
«Mi ricordo quando Saurino, così lo chiamavamo, dirigeva i campionati amatoriali a Stagno – dice Stefano Santoni, organizzatore di eventi sportivi a Livorno dal 2001 al 2016 –. Era un bravo arbitro, apprezzato. Dopo le partite spesso si fermava a spiegare e a parlare con i giocatori. Quando poi ho preso in gestione i campi di calcetto in Coteto è venuto con me e ha gestito il bar. L’ha fatto dal 2011 al 2016. Insieme, poi, organizzammo i campionati Acsi di calcetto. Sauro era una persona simpatica, dalla battuta pronta e molto positivo. Era davvero amato da tutti».
Caporeparto in un’azienda di Livorno, Volpi è stato anche presidente del circolo nautico L’Alfiere, sugli Scali delle Cantine. Quando poi è andato in pensione, qualche anno fa, si è trasferito alle Canarie, precisamente a Fuerteventura, dove ha continuato a pescare e a viaggiare sulle onde in barca. Su quel mare che per lui è stato un compagno di vita.
Chi conosceva Sauro Volpi lo descrive come un uomo buono, che amava trascorrere il tempo con le altre persone e che, per loro, si prodigava ogni volta che ce n’era bisogno. E come una persona solare, di spirito, che adorava ridere e apprezzava lo scambio di battute in compagnia.
«Babbo – aggiunge la figlia Federica – era sempre presente per aiutare e dare una pacca sulla spalla agli amici. È stato un babbo lontano, ma nello stesso tempo vicino: presente ogni qualvolta ne avessi avuto bisogno. Il suo animo buono lo porterò sempre con me, lui sarà sempre con me».
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