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Scuola, l’eredità di Bessi: «Superiori alla Gherardesca»
La presidente lascia dopo 4 anni: «Mi ricandido a Capraia»
LIVORNO. A un certo punto gli occhi di Marida Bessi, presidente della Provincia per altre 72 ore, fanno fatica a trattenere le lacrime. Succede quando l’ultimo consiglio è appena finito, i banchi dell’aula sono vuoti e la prima presidente donna, arrivata quattro anni fa col Libeccio dall’isola Capraia, resta sola al centro della grande stanza al primo piano di palazzo Granducale. Un attimo prima ha parlato Sandra Scarpellini, sindaca di Castagneto Carducci che da sabato prenderà il suo posto, nell’unico ente pubblico capace di morire e risorgere. «Hai dato dignità – dice collegata dall’auto – a una struttura calpestata. E di questo tutti dobbiamo ringraziarti». E dire che la scelta di Bessi, nell’ottobre 2018, era stata quasi obbligata, unica figura di centrosinistra che potesse ricoprire quell’incarico, eletta sindaca di Capraia pochi mesi prima, ma mai tesserata Pd. Per molti fu un salto nel vuoto: poca esperienza amministrativa, dicevano i detrattori. Perdipiù vissuta in un luogo distante dalla politica vera. Invece ecco che la palestra Capraia, dove se fai politica, la devi fare anche mentre prendi un caffè, ha dato i suoi frutti. Il resto – come le riconoscono uno dopo l’altro i compagni di viaggio – a cominciare dal vice Pietro Caruso – lo hanno fatto «passione e capacità». E sopratutto «i valori di una donna che vede la politica con gli occhi di chi vuole risolvere le situazioni dalla parte dei cittadini».
Presidente tutti questi complimenti l’hanno fatta commuovere?
«Questi attestati di stima fanno molto piacere. Ho solo cercato di portare qui il mio modo di essere, amministrando la cosa pubblica nell’unico modo che conoscono, con passione. Con l’intento di far ripartire la struttura. La mia storia la conoscete. A me piace impegnarmi per la comunità che sia Capraia, casa mia, oppure i comuni della Provincia. Qui si è creato un rapporto umano e non politico. E in questo modo siamo riusciti davvero a fare squadra».
Nel suo discorso ha raccontato che il momento più difficile del mandato ha coinciso con la protesta di studenti e genitori che accusavano la Provincia di non tenere alla sicurezza nelle scuole...
«Da quel giorno abbiamo fatto molto. E di questo ringrazio Pietro (Caruso ndr) che mi ha supportato e sopportato. Vado via con il Calafati in procinto di essere ristrutturato con oltre tre milioni di euro che sono arrivati dal Pnrr. E poi un altro progetto già avviato che cambierà in meglio l’organizzazione e la dislocazione delle scuole superiori livornese».
Cioè?
«Abbiamo praticamente raggiunto l’accordo con la Regione per liberare il complesso della Gherardesca e trasferire gli uffici all’interno della villa del Presidente, in via Marradi. Una soluzione di prestigio che ci permetterà di usare quegli spazi per creare un vero e proprio villaggio scolastico per migliorare l’offerta educativa».
Questa è la sua eredità?
«Un po’ eredità, un po’ sogno che non potrò vedere realizzato in prima persona».
Questo è l’esempio che porta per ribadire l’importanza delle Province?
«Non è solo questo. La Provincia è importante perché ha una funzioni di coordinamento tra i territori. È l’anello di congiunzione tra le realtà più piccole e la Regione. Penso soprattutto a finanziamenti e sistema. La Provincia ha le coordinate per condividere conoscenze. È l’acqua dei comuni perché con i suoi uffici riesce a dare risposte organizzative concrete».
Per come l’ha spiegato non le chiedo neanche se era d’accordo con l’abolizione.
«Non sono io che non le voglio abolire, ma lo ha detto il referendum che devono rimanere. Il problema è che tra l’abolizione teorica e la nuova vita sono state svuotate. E Livorno dal punto di vista del personale è quella ridotta peggio. Ecco perché auspico che la riforma che il governo possa (ri)dare alle province un’organizzazione vera, ad esempio una piccola giunta. E sopratutto ci sia contemporaneità di incarichi tra presidente consiglio, non come oggi».
Sandra Scarpellini sarà la nuova presidente . Mentre Pietro Caruso manterrà la vice presidenza e la delega alla scuola.
«Scelta perfetta, Pietro rappresenta la continuità. Serve esperienza in una realtà complicata come la scuola a Livorno».
Lei invece che farà da grande?
«Torno a Capraia, ho intenzione di ricandidarmi a sindaca per concludere i progetti che abbiamo avviato quattro anni».
Due ultime domande: la prima. Lei non ha la tessere del Pd. Pensa di prenderla?
«Da quando è stato chiuso il circolo in Capraia non l’ho più avuta. Vediamo»
Ultima cosa: si parla tanto della possibile chiusura dell’inceneritore. Che ne pensa?
«È una scelta di qualità sull'ambiente e sul futuro. Per questo a mio avviso andrebbe chiuso».
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