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Ghiomelli, è di nuovo Natale. «Avanti grazie ai livornesi»

Ghiomelli, è di nuovo Natale. «Avanti grazie ai livornesi»

Due anni fa l’incendio, il titolare: «Continuiamo la tradizione»

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LIVORNO. Ci sono gli alberi, le palline, le decorazioni. Ci sono le luci e le coccarde. Le renne e i folletti. C’è la magia di un Natale che qui è già arrivato. E c’è tanta voglia di tener duro. Di andare avanti per continuare a far vivere una tradizione che è un po’ di tutta la città. «Dicono che non è Natale senza Ghiomelli – afferma Riccardo Ghiomelli –. E noi vogliamo esserci anche quest’anno. Vogliamo continuare su questa strada». Quello 2022 sarà il secondo Natale a Porta a Terra per il marchio Ghiomelli dopo che, nell’agosto del 2020, un incendio ha completamente distrutto il Ghiomelli Garden di via Firenze. Quel terreno, peraltro, non è stato ancora bonificato e prima o poi dovrà essere ripulito. Ma questa è un’altra storia.

Ghiomelli, va spesso in via Firenze?

«Ci passo solo quando sono costretto ad andarci. Sono sempre troppo freschi il dolore e la tristezza nel non vedere più nulla di quanto lì c’era una volta. Esisteva un legame affettivo con quel luogo, ma la cosa importante è andare avanti».

Che cosa le è rimasto di quel 29 agosto di due anni fa?

«Guardando a quel giorno e accantonando il dispiacere, emerge una consapevolezza. In tutti questi anni, cioè, abbiamo costruito per la città qualcosa di più di un negozio. Abbiamo costruito una tradizione. Facciamo sforzi enormi ma vogliamo portarla avanti, questa tradizione».

Come sono stati gli ultimi due anni?

«Molto difficili, ma non ci siamo mai persi d’animo. Questi sono anni complicati in generale, figuriamoci con un evento come l’incendio. Poi ci sono stati il Covid e la guerra. Come dicevo non è stato semplice, ma abbiamo affrontato tutto con entusiasmo perché la città ha risposto come nemmeno noi ci aspettavamo. Abbiamo riaperto grazie alla forza che ci hanno dato i nostri clienti e continuiamo a lottare per mandare avanti un’attività che si tramanda di generazione in generazione».

È un periodo, questo, in cui attività anche storiche, in città, chiudono i battenti

«Quando sentiamo che un locale storico chiude è un dolore che percepiamo come nostro. Perché quello è locale della tradizione e della città. E noi, come Ghiomelli, vogliamo sentirci parte integrante della città».

Questo è il vostro secondo Natale a Porta a Terra, pensate di continuare o di avete in mente di spostarvi altrove?

«Sì è il secondo Natale. Abbiamo inaugurato qui il 15 ottobre 2021 e abbiamo un contratto lungo con la proprietà, quindi per quanto riguarda Garden e bistrot restiamo qui».

Ma vi manca tutta la parte del vivaio

«Sì, la parte del vivaio è sacrificata. E ci guardiamo intorno per capire se possiamo trovare le condizioni – qui vicino o in altre zone – per riprendere a fare il nostro lavoro originario. Ma un conto è programmare una nuova apertura, un conto è arrivare in un posto dall’oggi al domani, come abbiamo fatto noi qui. E adesso dobbiamo assestarci perché c’è stato un investimento importante. Investire altrove non è realizzabile nell’immediato».

A Porta a Terra come vi trovate?

«Bene. Non si può fare il confronto con l’altra attività, certo, ma è un luogo facilmente raggiungibile e con parcheggio. Inoltre, nel contesto di riqualificazione complessiva della struttura, abbiamo trovato tanta collaborazione con la proprietà stessa. È importante esserci».

Come sarà, quest’anno, il Natale di Ghiomelli?

«Abbiamo aperto l’allestimento il primo di ottobre e lo chiudiamo il 15 di gennaio. Sarà un Natale dal mix di colori e con un occhio di riguardo alle luci, con l’ uso di quelle al Led. Nei prossimi mesi, d’altra parte, è importante rafforzare l’esistente. Abbiamo creato un ambiente nuovo in cui esiste sia un garden che un bistrot. È un mix che non esisteva in città e speriamo di aver fatto un ottimo lavoro. Noi continuiamo ad andare avanti su questa strada».

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