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A Livorno mancano 45 insegnanti di sostegno, ma non ci sono docenti abilitati

di Melania Carnevali
A Livorno mancano 45 insegnanti di sostegno, ma non ci sono docenti abilitati

La denuncia di Virgili (Flc Cgil): «Ancora troppo pochi rispetto al numero di studenti». Ecco come saranno chiamati per riempire le cattedre

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LIVORNO. L’ufficio scolastico regionale ha assegnato 45 nuovi posti di sostegno alla provincia di Livorno. Da una ricognizione delle certificazioni arrivate dopo la prima assegnazione, è emerso infatti che c’erano alunni e studenti ancora scoperti. I docenti verranno chiamati prima dalle graduatorie provinciali di supplenza (Gps), poi da quelle di istituto, infine, se sarà necessario, anche dalle Mad, ovvero dall’elenco dei neolaureati che si sono messi a disposizione di una scuola. In tutti i casi sarà difficile trovare insegnanti con la specializzazione nel sostegno. Semplicemente mancano. «C’è una ridotta possibilità di fare la specializzazione – spiega Veronica Virgili, segretaria provinciale della Flc Cgil – perché ogni anno, quando viene aperto il bando, le università mettono a disposizione pochi posti. A Pisa, ad esempio, ci sono solo 50 posti. Una goccia». Senza considerare il prezzo che va dai 2. 500 ai 3000 euro «con preselezione, selezione scritta, prova orale, poi un anno accademico e contemporaneamente il tirocinio – continua Virgili-. Alla fine dai una specializzazione sicuramente molto buona, però a un numero veramente ridotto di persone rispetto alla richiesta».Secondo Virgili «è giusto che la strada sia lunga e tortuosa, perché servono persone preparate, ma bisogna ridurre il costo della partecipazione e aumentare il numero di partecipanti a ogni selezione». Agli alunni e agli studenti con disabilità appena certificata verranno quindi assegnati, come ormai da prassi nelle scuole italiane, insegnanti di italiano, di matematica o di qualsiasi altra materia, che si improvviseranno docenti di sostegno. Insegnanti che poi il prossimo anno verranno mandati chissà dove. «Eppure questi ragazzi – continua la sindacalista – sono quelli che avrebbero bisogno di una continuità. Ne hanno bisogno più di altri». I 45 nuovi supplenti vanno ad aggiungersi ai 146 insegnanti di sostegno assunti di ruolo (7 all’infanzia, 58 alle elementari, 37 alle medie e 44 alle superiori) e ai circa 800 assunti a tempo determinato nelle prime assegnazioni (47 all’infanzia, 286 alla primaria, 172 alle medie e 296 alle superiori) . Secondo la Flc Cgil sono sempre troppo pochi rispetto alle esigenze. Nelle scuole della provincia ci sono circa 1.900 alunni/studenti con disabilità di cui 673 con disabilità grave. Stando alla relazione dell’ufficio scolastico regionale, il rapporto tra alunni disabile e docenti è di 1,4. «Non è un numero ottimo – spiega Virgili – perché sulle certificazioni gravi il rapporto deve essere uno a uno». È «importante» dice la distribuzione di ulteriori posti di sostegno «anche perché è un’assegnazione che viene fatta su tutti gli ordini di scuola e viene fatta sulla base delle richieste dei dirigenti scolastici sulla base degli alunni certificati dopo il primo settembre, però nella scuola i più fragili sono sempre quelli che rimangono in difficoltà». Il rapporto perfetto, secondo il sindacato, sarebbe di uno a uno. «Consideriamo che non possono essere lasciati senza sorveglianza», continua. La mancanza viene attenuata dalla presenza degli educatori che però non hanno un contratto statale: vengono assunti con appalti attraverso fondi che arrivano dalla Regione e sono dipendenti delle cooperative. «La nostra richiesta – continua la segretaria della Flc Cgil – è che nello stesso luogo di lavoro venga applicato lo stesso trattamento. Gli educatori sono molto importanti, bisogna fare una battaglia per inserirli nell’organico dello stato». 

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