Il Tirreno

Livorno

Il delitto

Anziano ucciso in via Garibaldi: centomila euro di risarcimento (provvisorio) ai familiari

Stefano Taglione
La vittima, Nazzario Cerrai
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La vittima, Nazzario Cerrai

Livorno: il saldatore Giacomo Casalati condannato a 23 anni, Ilenia Ricci assolta dall'accusa più grave. I due avvocati: «Un esito che ci soddisfa»

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LIVORNO. Centomila euro di risarcimento per i familiari di Nazzario Cerrai, il novantaquattrenne ucciso nel primo pomeriggio del 27 agosto dell’anno scorso nella sua abitazione di piazza Garibaldi per essere poi derubato dei risparmi e dell’oro nascosto nella cassettina dietro allo specchio del bagno.

Sono quelli decisi, in realtà solo in via provvisionale, ieri pomeriggio dalla corte d’assise del tribunale. Un’udienza lunga diverse ore, quella presieduta dal presidente del tribunale Luciano Costantini, iniziata alle 9 con la consegna da parte della difesa di alcune lettere inviate dal carcere da Giacomo Casalati, condannato a 23 anni per l’omicidio, ai familiari dell’allora compagna Ilenia Ricci, che per il delitto è stata assolta venendo condannata a due anni e quattro mesi di reclusione solo per ricettazione e furto, con la scarcerazione immediata.

Cinquantamila euro come risarcimento per l’omicidio dovrà versarli il solo operaio al figlio dell’anziano, che abita a Stagno, mentre 20.000 a testa ai due nipoti. Altri diecimila, complessivamente, dovranno essere versati per i reati contro il patrimonio. Totale: una provvisionale di 100.000 euro, che però potrebbe mutare se le parti civili – rappresentate dall’avvocato Gabriele Rondanina – volessero fare un’azione civile. Soddisfazione per la sentenza da parte degli avvocati degli imputati, ora condannati per omicidio volontario e rapina (Casalati) e ricettazione e furto (Ricci). «Sono soddisfatto dell’esito della sentenza», sono le parole del legale Mario Maggiolo, che ha assistito Ricci, per la quale la richiesta della procura era 12 anni (18 con lo sconto di un terzo per il beneficio del rito abbreviato). «Siamo soddisfatti della pena, dato che per quanto riguarda l’omicidio è minima – aggiunge l’avvocata Barbara Luceri, che difende il reo confesso Casalati – Farò comunque ricorso alla corte d’appello visto che, a mio avviso, il mio assistito può usufruire delle attenuanti generiche prevalenti».
 

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