Gioco
Svaligiano la villa di un dentista in via Toti. Via soldi e Rolex per 20mila euro
I ladri hanno agito fra le 20 e le 23 di sabato 19 novembre incuranti di suo padre che stava riposando
LIVORNO. Non si sono fermati neanche vedendo un anziano di 87 anni immobile sul letto a riposare. Rubando tutto ciò che potevano. Furto pesantissimo in via Toti, nel quartiere di Ardenza, nella villa del noto odontoiatra livornese Giovanni Del Corona, 61 anni ed ex internista dell’ospedale San Martino di Genova, dove i malviventi fra le 19.45 e le 23 di sabato scorso hanno portato via due Rolex da 20.000 euro, anelli e gioielli il cui valore (sicuramente molto elevato) al momento non è stato ancora quantificato con precisione. Oltre ai preziosi sono spariti pure 2.000 euro in contanti che la figlia del medico aveva appena prelevato in banca in vista di un viaggio all’estero.
A raccontare cosa è successo è proprio l’apprezzato dentista, che ha il suo studio in via della Venezia e tiene dei corsi specialisti all’Università di Pisa: «Dentro casa c’era solo mio padre allettato – sottolinea – e inizialmente quando sono rientrato e urlava “Correte, correte” pensavo che stesse per morire di infarto. Lui i ladri li ha visti, dato che nella sua stanza hanno guardato all’interno di un cofanetto, ma per fortuna non lo hanno aggredito. Dopodiché sono saliti al piano superiore rovistando nelle camere e mettendo tutto in disordine. E in un comodino hanno trovato contanti e orologi, di cui sono appassionato».
Per entrare, i malviventi, hanno scavalcato un cancello sul retro alto circa due metri e sfondato il paletto di legno di una finestra del pian terreno. «Non so come abbiano fatto – prosegue il medico – dato che sono riusciti a eludere il vetro blindato, che fra l’altro ha resistito. Io e mia moglie ci siamo assentati da casa per appena tre ore e sicuramente ci stavano monitorando. Avevo lasciato tutte le luci accese proprio perché a letto c’era mio padre e nonostante questo sono entrati e hanno rubato. L’allarme ce l’ho, l’avevo installato una ventina di anni fa dopo un primo furto non andato a buon fine solo perché in casa c’erano le mie figlie. Ora dovrò installare delle grate e rinnovare il sistema antifurto, dato che probabilmente è obsoleto. Ma i vetri, quelli blindati, ci sono e hanno funzionato».
L’odontoiatra, mentre parla con Il Tirreno, non ha ancora ultimato il bilancio del colpo subìto. «Con mia moglie – continua – stiamo cercando ancora di capire cosa manchi realmente. Quando siamo rientrati abbiamo trovato le due camere da letto completamente a soqquadro. I ladri avevano guardato dappertutto, anche all’interno di un sassofono che si trovava in cantina. Evidentemente, in occasione di qualche altro furto, avranno trovato dei soldi nascosti pure negli strumenti musicali. Sicuramente hanno portato via il mio Rolex e quello di mia figlia, oltre ad altri gioielli. Appena avremo ultimato l’inventario, credo domani (oggi per chi legge ndr), andremo a denunciare tutto in questura. Dopo il raid ho chiamato il 112, è arrivata la polizia, ma le impronte non sono state rilevate».
Del Corona, comunque, qualche sospetto ce l’ha. «Sono uscito di casa alle 19.45, ripassando da via Toti in auto verso le 20.15 – ricorda – e, a posteriori, ricordo di una persona di media statura, carnagione mulatta, aggirarsi vicino alla mia villa con fare sospetto. Pioveva, aveva un ombrello. Nella camera di mio padre ho anche una telecamera, ma dall’app che ho sul cellulare per vedere le immagini non si nota niente. In ogni caso, se qualcuno fra le 20 e le 23 avesse visto qualcosa, può tranquillamente contattare me o la polizia. Ho chiesto anche ai vicini di casa se avessero sentito qualcosa, ma dicono di no. Sicuramente adesso, oltre a rinnovare l’allarme, posizionerò in casa dei sensori a infrarossi e altre dotazioni tecnologiche che giocoforza, 20 anni fa, non esistevano quando installai l’attuale sistema antifurto».
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