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Provincia di Livorno: Caruso torna in pista come vicepresidente

di Juna Goti
Provincia di Livorno: Caruso torna in pista come vicepresidente

È presto per dire come andrà a finire, i lavori politici sono in corso (anzi si sono riaperti), ma si sa che da presidente Scarpellini assegnerebbe al suo numero due la delega alla scuola

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LIVORNO. Aveva fatto parecchio rumore, nel Pd cittadino, l’accordo raggiunto tra i due segretari delle federazioni del partito – quella di Livorno e quella di Piombino – per l’elezione ormai alle porte del nuovo presidente della Provincia. Il motivo? In questo meccanismo cervellotico dove per le legge possono votare solo i consiglieri comunali e possono essere eletti solo i sindaci di tutto il territorio, le due federazioni si sono spartite un po’ a tavolino le cariche in nome di un «necessario equilibrio tra i territori». Con il risultato che di fronte alla candidatura a presidente della sindaca di Castagneto Sandra Scarpellini (federazione di Livorno) è stata indicata come eventuale vicepresidente la sindaca di Campiglia Marittima, Alberta Ticciati (Federazione della Val di Cornia). Togliendo così di fatto il ruolo di numero due di Palazzo Granducale a Pietro Caruso. Ovvero il rappresentante del capoluogo e presidente del consiglio comunale, che negli ultimi anni (a zero euro) ha spesso rappresentato il volto di riferimento della Provincia (con la presidente Marida Bessi a quasi tre ore di nave di distanza, a guidare l’isola di Capraia), gestendo in particolare una delega delicata come quella dell’edilizia scolastica, che proprio in città ha dato un bel da fare, con i tanti guai degli istituti superiori che accolgono gli studenti di una bella fetta del territorio.

Qual è la novità? Che l’accordo politico dato per fatto alla vigilia della presentazione delle liste elettorali, non è più così “di ferro”. E con l’elezione di Scarpellini,Caruso potrebbe rimanere vicepresidente della Provincia.

Lei, contattata dal Tirreno, per ora prende tempo in vista dell’incontro in programma martedì sera con i consiglieri comunali di Livorno, che poi sono quelli che di fatto decideranno l’esito del voto (che è ponderato in base alla grandezza dei territori rappresentati). Ma è schietta quando comunque dice che «chi ha condotto questa partita, i segretari delle due Federazioni, ha probabilmente avuto la necessità di garantire un equilibrio territoriale», ma forse secondo vecchi schemi, e «da candidata ho posto alla parte politica, che so essere molto intelligente, questo tema: siamo sicuri che l’equilibrio si onori con un accordo come questo e che non sia meglio valorizzare le esperienze fatte e dare un reale peso ai territori?».

Non si tratta di campanilismo. Che «Caruso non è stato solo una “bandiera” per il capoluogo ma una garanzia per l’istituzione su tutto il territorio provinciale» lo dice la stessa Scarpellini. Che allo stesso tempo ha ottimi rapporti con la collega Ticciati e ha detto a più riprese di averne apprezzato il lavoro anche come capogruppo in Provincia. È presto per dire come andrà a finire, i lavori politici sono in corso (anzi si sono riaperti), ma si sa che da presidente Scarpellini assegnerebbe al suo numero due la delega alla scuola, considerata uno dei temi cruciali, e questo fa pensare a una conferma di Caruso. Dall’altra parte Ticciati, riconfermata alla guida del gruppo Dem, potrebbe seguire da vicino partite chiave per il territorio di Piombino, come quelle industriali.

Parola ai segretari e ai consiglieri. Tra una settimana c’è il voto. l


 

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