Il Tirreno

Livorno

Arma

I carabinieri celebrano la Virgo Fidelis a Montenero

La messa
◗
La messa

Livorno: festa al santuario in occasione della patrona dell’Arma Ricordata anche la battaglia di Culqualber, «quale esempio di fedeltà e sacrificio»

2 MINUTI DI LETTURA





Livorno I carabinieri si sono riuniti per una giornata dai molteplici significati: il 21 novembre infatti, oltre a celebrare la patrona dell’Arma (la Virgo Fidelis) viene commemorata la “giornata dell’orfano” come momento di vicinanza ai familiari dei carabinieri caduti nell’adempimento del dovere. «La data stessa inoltre riveste particolare significato perché il 21 novembre 1941 il primo battaglione carabinieri e Zaptiè mobilitato si sacrificò in una delle ultime cruente battaglie in terra d’Africa – spiegano i militari – la battaglia di Culqualber, in Abissinia (l’odierna Etiopia), una battaglia lontana nel tempo e nello spazio ma che è sempre attuale nel richiamare quei principi di fedeltà e di sacrificio che, allora come oggi, contraddistinguono l’essere carabiniere. Inviato a difendere un caposaldo definito di “vitale importanza”, il battaglione resistette, anche contrattaccando, per tre lunghi mesi alle violente offensive di preponderanti ed agguerrite forze nemiche. Ma, nonostante gli sforzi, i razionamenti e le privazioni, la lotta era troppo impari e il comandante e i suoi carabinieri compresero che non avrebbero potuto vincere».


Decisero quindi, «coscientemente – ricorda l’Arma – di affrontare per l’ultima volta il nemico, corpo a corpo, fino all’estremo sacrificio della vita. Quel gesto eroico valse la seconda Medaglia d’oro al valor militare alla Bandiera dell’Arma. Quei caduti fanno parte di una purtroppo folta schiera di carabinieri che, in pace e in guerra, in Italia e all’estero, si sono sacrificati pur di tenere fede al giuramento prestato. Questa è la motivazione per cui il 21 novembre si celebra la Virgo Fidelis – la vergine fedele – e contemporaneamente la “Giornata dell’orfano”: la grande famiglia dell’Arma ricorda i suoi caduti e si stringe attorno a loro familiari che, con coraggio e dignità, ne hanno sopportato la lacerante perdita».

Ma, a prescindere dalla ricorrenza odierna, «è concreta e quotidiana – proseguono – la vicinanza agli orfani attraverso l’Onaomac, l’Opera nazionale di assistenza agli orfani dei militari dell’Arma dei carabinieri, che ha assistito oltre 35.000 ragazze e ragazzi e viene finanziata con il contributo volontario di decine di migliaia di carabinieri in servizio». Alla manifestazione hanno partecipato autorità civili e militari, tra le quali il prefetto Paolo D’Attilio, il comandante della Seconda brigata mobile, il generale di brigata Stefano Iasson, e il responsabile provincia dell’Arma labronica, il colonnello Piercarmine Sica. l

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web