Gioco
Via ai lavori alle strisce killer all’ingresso dell’ospedale
Livorno: nuova pavimentazione, lampeggianti e limite di 30 chilometri orari in via Gramsci
LIVORNO. Non c’è livornese che almeno una volta nella vita non abbia sfidato la sorte attraversando le strisce pedonali di via Gramsci. Ce ne sono due, piazzate a pochi metri di distanza l’una dall’altra, a destra e a sinistra dell’ingresso dell’ospedale. Basta scorrere le pagine del Tirreno andate in edicola anno dopo anno per ritrovare i tanti incidenti, alcuni anche gravi, che in questo angolo trafficatissimo di Livorno si sono registrati nel tempo.
Da via Gramsci passano ogni giorno decine di ambulanze dirette al pronto soccorso. Da via Gramsci passano centinaia di auto e di scooter diretti sull’Aurelia, a Salviano o sul viale Marconi (e alcuni danno gas come se corressero sul circuito di Monza). In questo punto attraversa chi vuole andare a fare la spesa o a prendere un caffè in una delle botteghe della zona. E soprattutto chi deve raggiungere a piedi uno dei reparti dell’ospedale. Perché se anche l’ingresso principale, quello dai tratti storici, si affaccia sul viale Alfieri, è da via Gramsci che entra, per esempio, gran parte del personale: medici, infermieri, addetti alle pulizie. Così stupisce che fino a oggi non si sia mai trovata una soluzione per cercare almeno di ridurre il rischio di essere schiacciati sulle strisce bianche. Che, ironia della sorte, in un caso corrono proprio tra l’ospedale e un negozio di ortopedia sanitaria.
La novità è che dopodomani, pioggia permettendo, in via Gramsci partiranno i lavori che puntano proprio a rendere più sicuri questi due delicati attraversamenti pedonali. Negli ultimi giorni, in realtà, si sono già visti i primi operai che hanno iniziato a mettere le mani sui marciapiedi interessati. Ma l’intervento vero e proprio partirà questa settimana.
Per fare cosa lo spiega, dal punto di vista tecnico, Elga Pellegrini, che dall’ottobre del 2020 è responsabile dell’ufficio che in Comune si occupa di infrastrutture per il traffico e la viabilità. In sostanza si andranno a fare due attraversamenti rialzati, con resina colorata (un mattone acceso) e segnalati con lampeggianti e cartelli luminosi. Con l’obiettivo dichiarato di spingere gli automobilisti e gli scooteristi a ridurre la velocità, che in questo tratto non dovrà superare i 30 chilometri orari. «Gli attraversamenti saranno rialzati – chiarisce la funzionaria – ma un po’ meno di quelli che abbiamo fatto nel resto della città, per esempio in via di Salviano e in via Costanza. Saranno rialzati fino a un massimo di 5 centimetri perché proprio lì fanno una curva le ambulanze che entrano al pronto soccorso». E si vogliono evitare problemi per i mezzi di soccorso. «In più – riprende – ai lati della strada ci sarà un’illuminazione dedicata con i pali della luce pubblica e ci saranno cartelli di attraversamento luminosi con i lampeggianti». I lampeggianti saranno in funzione tutto il giorno, i cartelli si accenderanno con il buio, insieme all’illuminazione pubblica.
I lavori dureranno pochi giorni. Alla base c’è l’idea di «puntare sulla segnaletica, creare una sorta di barriera visiva» per chi arriva dall’incrocio principale o chi accelera avvicinandosi al semaforo dell’Aurelia. È la possibilità giudicata per ora più efficace, «dopo ci sarebbe solo il semaforo a chiamata, che però rischia di creare altri problemi, code, e si trova vicino a un grande incrocio che è sincronizzato con l’onda verde». A chi le chiede se c’era la possibilità di progettare isole spartitraffico o qualcosa di simile, spiega che «il ministero le consiglia per strade a tre o più corsie, insomma più larghe, perché così possono essere ampie: in caso contrario si rischia di fare strutture che non proteggono così tanto i pedoni e anzi sono pericolose per i motorini».
«Per noi è un intervento importantissimo, dobbiamo mettere in sicurezza queste strisce per gli stessi lavoratori dell’ospedale», la dice così l’assessora al traffico Giovanna Cepparello: «In passato abbiamo incontrato anche un medico che lì ha avuto un grave incidente, ci eravamo impegnati a cercare una soluzione». «Ci siamo messi a studiare quale potesse essere quella migliore – aggiunge – considerando che lì passano anche molte ambulanze e c’è un grande incrocio vicino». Poi la chiosa: «Noto che a Livorno quando mi fermo davanti alle strisce pedonali, anche in bicicletta, la gente ringrazia. E questo non è mica normale...».
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