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Sport e polemiche

Volley, niente partite per genitori e tifosi: le palestre livornesi sono senza gradoni

di Flavio Lombardi
Volley, niente partite per genitori e tifosi: le palestre livornesi sono senza gradoni

Proteste e disagi: il presidente regionale Fipav martedì 22 novembre dal sindaco per trovare la soluzione. Un danno sportivo per Torretta, Livorno Volley e Borgorosso. Fuori per il momento anche gli accompagnatori

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LIVORNO. Pomposamente vengono chiamati “Pala Del Chicca” e “Pala Follati”. Si tratta di quegli impianti al civico 5 di via Dudley e al 39 di via Provenzal (Banditella) utilizzati dal movimento della pallavolo per disputare le partite del campionato di serie C maschile dal Torretta e, spostandoci verso Antignano, dal Volley Livorno (D femminile) e Volley Borgorosso (D maschile). Non sono piccoli palazzetti, ma solo palestre scolastiche adibite anche ad altro uso. Un uso che nel tempo si è consolidato, tanto che le palestre ospitano partite ufficiali. L’anomalia sta nel fatto che una palestra nata allo scopo di far svolgere educazione fisica durante le ore curricolari, non è stata progettata per avere degli spalti dedicati a ricevere spettatori. Negli anni, il problema è rimasto insoluto. Ed oggi esplode, con tante famiglie di atleti ma anche tifosi che protestano perché non possono seguire i figli e le squadre del cuore.

Il nodo viene al pettine quando le varie federazioni in era Covid ed alla ripresa delle attività sportive con un numero di spettatori ridotto rispetto alla capienza originaria delle varie strutture, mettono sotto la lente il fenomeno. E la Federvolley scopre che, nel caso di queste due sedi di gioco, la capienza non esiste perché non ci sono gradinate. Semaforo verde quindi per la disputa della partita, ma a porte chiuse. Niente pubblico.

Dall’inizio di questa stagione. Un evidente danno per le società che non possono godere del tifo casalingo, ma anche per gli altri. Il genitore che arriva da fuori, lascia entrare il figlio che deve disputare il match, ma resta fuori. E conosce il risultato quando il ragazzo, alla fine, gli racconta tutto. Non è bello, in effetti. «Tutto giusto - dice Gianni Giannone, delegato Coni provinciale - ma non è che se le cose sono andate in un certo modo per tanto tempo, si deve continuare nell’errore. Si dice sempre “che vuoi che sia”. Ma se succedesse qualcosa, poi si cercherebbero i responsabili. Credo che a livello istituzionale si stia lavorando per risolvere la situazione nel modo più corretto possibile e secondo termini di legge».

Piero Menicucci, presidente del Torretta, si augura che si faccia presto: «È come giocare praticamente sempre in trasferta, non è il top». Stefano Calzecchi del Volley Livorno è sulla medesima lunghezza d’onda quando pensa all’impianto di Banditella. «Robe burocratiche che speriamo vengano accelerate e ci facciano tornare a quella che dovrebbe essere la normalità».

Lo spiraglio
Il sindaco Luca Salvetti taglia corto. «Spesso si pensa che con la consuetudine si metta tutto a posto. Non è così. Se non si possono avere spettatori, era un’anomalia prima che li si faceva entrare. Non ora. Ci stiamo impegnando per trovare la forma giusta affinchè si torni al passato rispettando però la legge». E che si cerchi di fare il massimo, anche da parte della federazione, lo testimonia il fatto che il presidente regionale, Giammarco Modi, martedì sarà in Comune accompagnato da suoi tecnici per trovare la soluzione. l
 

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