Gioco
La promessa dei titolari del Barroccino: «Barrocciaia chiusa, ma piazza Cavallotti rimarrà viva»
E su una eventuale acquisto dello storico locale spiegano: «Non vogliamo fare il passo più lungo della gamba. Però la volontà, il pensiero e la valutazione ce la stiamo mettendo»
LIVORNO. La piazza non morirà. Loro lo garantiscono. Anche se La Barrocciaia, storico locale in piazza Cavallotti, non c’è più, la piazza, cuore pulsante della mattinata dei livornesi con i suoi svariati banchi di frutta e verdura ricchi di profumi e colori, non rimarrà deserta. Andrea Turinelli e la sua compagna Elisa Simonelli sono convinti che, con il loro "Il Barroccino", continueranno a farla vivere. Andrea, come è nata l’idea del vostro locale, ritrovo per giovani e non, aperto dal pomeriggio fino a tarda sera? «Inizialmente c’era un bar tradizionale accanto alla piazza Cavallotti. Si è liberato per un possibile cambio di gestione e, tramite una rete di amicizie, mi è arrivata la voce. Quindi è nata questa idea, insieme ai ragazzi de La Barrocciaia, di creare un punto che fosse complementare e in sinergia con il loro lavoro. E da maggio 2021 siamo qua».
Cosa ci si aspetta venendovi a trovare?
«Sicuramente (risponde Elisa, ndr) un posto un po’ diverso dal consueto. Innanzitutto per l’ubicazione, in una piazza pedonale, e poi per l’offerta dei prodotti, che promuovono le tipicità livornesi. Abbiamo infatti tutte cose locali e del territorio, dai vini ai liquori, così come a livello gastronomico».
Non solo cocktail o vini dunque?
«Eh sì, facciamo anche un discorso gastronomico. Quelle che in Spagna vengono chiamate tapas, noi, tanto per utilizzare un termine livornese, li chiamiamo stuzzichini che sono piccoli piatti da degustazione da abbinare all’aperitivo. Non sono una vera o propria cena altrimenti saremmo stati in concorrenza con La Barrocciaia, e nemmeno quella che chiamano apericena. Tutto questo per rivalorizzare una piazza popolare, dove appunto la mattina c’è un mercato popolare, e farla vivere, come in molte città europee, con tavolini all’aperto di libera fruizione con servizio al tavolo, estate e inverno».
Chi viene a Il Barroccino?
«Abbiamo una clientela di tutte le fasce. Ed è molto bello. Da noi ci sono ventenni, adulti, così come tanti turisti. Questa formula di tipicità del luogo e dei prodotti piace, anche perché chi va in vacanza cerca anche questo e noi cerchiamo di fare sempre del nostro meglio sia per il nostro lavoro che per Livorno. Siamo livornesi e cerchiamo di far bene alla nostra città».
Ma adesso, con la chiusura de La Barrocciaia, cosa succederà?
«Esprimendo tutta la nostra solidarietà soprattutto ai ragazzi che ci lavorano, per noi oggi non è cambiato molto se non l’incremento di quello che è il food, essendo più liberi di farlo. Comunque speriamo sempre che su La Barrocciaia non venga scritta la parola fine ma sia solo una pausa che qualcuno rinnovi le energie per ripartire».
E questo qualcuno potreste essere voi?
Andrea e Elisa si guardano e sorridono. «Noi siamo i primi diretti interessati perché siamo vicini. Ovviamente è tutto un altro tipo di lavoro e di impegno. Quindi ogni scelta, soprattutto di questi tempi, deve essere ben ponderata per non fare, come si dice, il passo più lungo della gamba. Però la volontà, il pensiero e la valutazione ce la stiamo mettendo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
