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Furto nella caserma della municipale: allarme ko, ecco come sono entrati i ladri

Flavio Lombardi
La sede
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La sede

Livorno: portate via le bombolette di spray al peperoncino in dotazione. Gli agenti hanno trovato la sede nord con i cassetti aperti, vestiario per terra e armadietti forzati

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LIVORNO. Ha fatto ingresso poco prima delle 7 del mattino di mercoledì ed è rimasto sorpreso dalla confusione che regnava ovunque. Ed evidenziare che erano, tra le altre cose, state sottratte due bombolette spray al peperoncino. Di quelle che spesso si vedono in dotazione agli agenti della Municipale, di color bianco, e che molti confondono, alloggiate nella fondina, per un taser, che a differenza delle armi da fuoco, spara delle scariche elettriche che provocano una temporanea paralisi muscolare. Cassetti aperti, vestiario per terra, armadietti forzati. Un evidente segno del passaggio di ladri durante la nottata.

Siamo in via Gobetti, dieci metri dopo l’ingresso della sala congressi della circoscrizione 1, dedicata alla memoria di Pamela Ognissanti. Lì c’è anche la sede di Corea del dipartimento staff città sicura, nucleo operativo pratiche amministrative territoriali della Municipale.

Il responsabile è l’assistente scelto Riccardo Ricciardi che non ha potuto fare altro che avvisare i superiori della avvenuta effrazione. La porta, che si apre attraverso un sistema elettronico dotato di telecomando, presentava segni di una forzatura presumibilmente da robusto cacciavite. Una piccola piega all’altezza della serratura, strizza infatti l’occhio a questa ipotesi. Sul posto è intervenuta la mattina stessa anche la polizia scientifica che ha effettuato i rilievi in cerca di tracce che possano ricondurre all’identità degli autori. Molti si chiedono come si sia potuto verificare un episodio del genere. Il fatto è che l’allarme, installato da diverso tempo, non è attivo perché la centralina deve essere sostituita. Gli autori forse lo sapevano, o forse hanno avuto solo fortuna. Fatto sta che il danno è stato senza dubbio superiore al valore della refurtiva. Perché oltre ad aver forzato la porta d’ingresso, sono stati forzati tutti gli armadietti che si trovano all’interno. Quegli armadietti in lamiera, di tipo industriale, dove ciascun agente ripone i suoi effetti personali, ma dove certamente non vengono lasciate armi, che invece ciascuno porta gelosamente al proprio domicilio. Fatto grave, consumato in casa di un corpo di polizia, ma certo non come quello di alcuni anni fa, quando in circoscrizione furono rubate centinaia di carte d’identità vergini.

Già ieri, operai al lavoro sul doppio fronte. Quelli della ditta che installa la centralina che da ora in poi sarà in grado di dare l’allarme in caso di eventuali tentativi di introduzione. Poi, quelli del fabbro. Prendendo le misure per costruire in tempi brevi un robusto cancello in ferro che sarà fermato a muro su dei cardini , proteggendo la porta a vetro che fino ad ora ha separato il marciapiede da questi uffici. Dal comando della municipale, nessun commento ufficiale. Solo la volontà percepita di individuare gli autori, collaborando con le altre forze dell’ordine, confidando sulla qualità delle immagini che le telecamere della zona potranno offrire.l


 

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di Redazione web