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Livorno, si piantano più di duemila alberi. Ecco dove

di Juna Goti
Livorno, si piantano più di duemila alberi. Ecco dove

Il Comune dà il via libera al progetto di Arbolia

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Livorno Oggi è un terreno morto. Un fazzoletto di terra, anzi un grande trapezio, stretto tra i capannoni commerciali del Nuovo Centro, i due cavalcavia di via del Levante e di via di Popogna, i binari della ferrovia e le corsie della statale. Insomma un ritaglio, un pezzo di Livorno che tutti vedono viaggiando in auto da una parte all’altra della città, ma che nessuno usa, attraversato anche dai tralicci dell’alta tensione. Cosa diventerà? Un bosco. Frutto di un progetto pilota di forestazione urbana.

I lavori sono alle porte: partiranno il 28 novembre, come conferma l’assessora all’urbanistica Silvia Viviani, contattata dal Tirreno. «Pianteremo più di 2.190 alberi nell’area del Nuovo Centro». Ad occuparsene sarà Arbolia, una società benefit italiana fondata da Snam Spa e Fondazione Cassa depositi e prestiti, che «promuove azioni di imboschimento e rimboschimento sul territorio nazionale», come si legge nella proposta di sponsorizzazione tecnica che questa realtà ha inviato al Comune nell’agosto scorso, dopo che un prima era già stato siglato un protocollo di intesa.

«Ci abbiamo lavorato, abbiamo fatto parecchi sopralluoghi e alla fine abbiamo approvato il progetto di rimboschimento definitivo», spiega Viviani: «Abbiamo deciso di concentrare l’intervento in quella grande area che c’è tra la ferrovia e l’Aurelia perché il verde in forma di bosco urbano aiuta sia dal punto di vista della qualità del paesaggio sia della salute, perché assorbe l’inquinamento. Insomma, la scelta è stata duplice: da una parte vogliamo investire di più in verde nel Nuovo Centro (in una programmazione urbana che oggettivamente ne prevedeva poco e certo non ne faceva il punto da cui partire) e dall’altra lì si concentrano infrastrutture che generano inquinamento atmosferico, che la presenza degli alberi permette di mitigare».

L’area, per capirsi, è quella che si trova dietro ai capannoni di Decathlon e di Obi, al di là di via Gamerra e della ferrovia: è delimitata a nord dal ponte di via di Levante, quello che porta verso Salviano, a est dalla Ss1 (oltre la quale ci sono plazzine e le vecchie serre che non diventeranno mercato ortofrutticolo), a sud da via di Popogna, a ovest dalla ferrovia e dal Parco Levante. In tutto parliamo di uno spazio di oltre 32mila metri quadri, ma considerando vincoli e parti dove non si potrà intervenire (per esempio sotto i tralicci o entro una certa distanza dai binari), piante e alberi saranno piantati su una superficie di oltre 17mila metri quadri (17.300). Nella relazione di Arbolia si parla, tra gli altri, di lecci, olmi, acero campestre, roverelle, poi lentisco, viburno, alloro. Sarà realizzato anche un impianto di irrigazione.

Il valore dell’intervento è di poco più di 52mila euro, ma non saranno a carico del Comune. Nel contratto firmato con Arbolia per la «promozione di azioni concrete per il contrasto ai cambiamenti climatici, il miglioramento della qualità dell’aria delle città e la creazione di aree verdi a beneficio delle comunità locali» c’è scritto che non dovranno esserci «maggiori oneri a carico del Comune» e che sarà la società ad accollarsi la manutenzione e la cura del bosco per cinque anni.

Va da sé che l’intervento, deliberato poche settimane fa, va ad inserirsi in un dibattito acceso e delicato sul futuro del Nuovo Centro, dove si costruirà ancora (negozi e case), ma un po’ meno di quanto previsto dal vecchio piano delle lottizzazioni. «Mentre completiamo – ribatte Viviani – le urbanizzazioni e le edificazioni là dove, mi dispiace dirlo ma è così, ci sono diritti acquisiti che i cittadini si troverebbero a dover ripagare, portiamo anche il primo grande progetto di rimboschimento che non è un verde che fa colore ma che durerà». l


 

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