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Ex carrozziere muore a 76 anni dopo lo scontro tra auto e scooter davanti ai Quattro Mori
Bruno Badari si è spento in ospedale. Salma a disposizione del magistrato. «Persona di una bontà unica. Non era un semplice cliente della Cantina Senese, ma un punto di riferimento»
LIVORNO. Il grido e lo scontro. Lo scooterista cade a terra: sofferente, ma cosciente. Lamenta un dolore al braccio e viene trasportato d’urgenza all’ospedale, dove entra in gravi condizioni e dove muore poco tempo dopo. Bruno Badari, ex carrozziere e podista, aveva 76 anni. La dinamica dell’incidente è ancora tutta da ricostruire e la salma, al momento, è ancora a disposizione del magistrato. Ma andiamo con ordine.
Tutto succede martedì 15 novembre all’altezza del monumento Quattro Mori. È qui che avviene lo scontro tra lo scooter condotto da Badari (che sembra viaggiasse in direzione di piazza Giovine Italia) e un’auto elettrica Lynk condotta da un uomo di 56 anni (che pare si muovesse in direzione del ponte di Santa Trinita). Badari cade dal motorino e, dolorante, lamenta dolori a una spalla. Così viene trasportato all’ospedale da un’ambulanza della Svs di via San Giovanni, arrivata su posto con a bordo il medico del 118. Ha un grave trauma addominale. Dei rilievi si è occupata la polizia municipale che ha anche il compito di ricostruire una dinamica ancora poco chiara. Auto e scooter, nel frattempo, sono stati sequestrati e la salma di Badari è a disposizione del magistrato di turno, la sostituto procuratore Sabrina Carmazzi, che potrebbe decidere di disporre ulteriori accertamenti.
Ex carrozziere titolare dell’omonima attività in via Bini, Badari era molto conosciuto in città e specialmente in Borgo Cappuccini, dove ha lavorato per anni. «Bruno era una persona di una bontà unica – racconta Paolo Sanna, titolare della cantina Senese –. Non era un semplice cliente, ma un punto di riferimento. Lo vedevo praticamente tutti i giorni e ci ho condiviso tantissime cose. Era diventata una persona di famiglia». Chi conosceva bene Badari se lo ricorda anche quando, giovanissimo, tirava su la saracinesca del garage e si metteva a dipingere la Vespa con la bomboletta spray. «Nel 1997 babbo ha rilevato la carrozzeria dal suo vecchio datore di lavoro – racconta il figlio Massimo – e abbiamo iniziato a gestirla insieme. A lui piaceva molto questa professione». Da qualche tempo in pensione, Badari si dedicava ai suoi hobby. Era appassionato di pesca, per esempio. E spesso capitava che uscisse in mare con la sua barca. «In passato babbo è stato anche un podista: ha fatto due volte la maratona del Passatore. È sempre stato uno sportivo».
E chi lo conosceva lo descrive come un uomo allegro e affabile. Uno con cui era un piacere passare del tempo insieme. Al momento non è possibile sapere quando sarà organizzato il funerale dato che il corpo è sempre nelle disponibilità del magistrato. E solo dopo che saranno effettuati tutti gli esami ritenuti necessari la salma sarà restituita alla famiglia. Il conducente dell’auto che ha impattato con lo scooter, d’altra parte, potrebbe essere indagato per omicidio stradale, un atto dovuto in casi come questi. Ma solo dopo che la municipale avrà concluso gli accertamenti e nel momento in cui sarà chiarita l’esatta dinamica di ciò che è accaduto di fronte ai Quattro Mori.
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