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A Livorno è boom di cittadinanze ai nuovi italiani: 633 in nove mesi
Lo scorso anno erano state quasi la metà
Livorno In poco più di tre anni, dalla seconda metà del 2019, a Livorno sono state consegnate 1.470 nuove cittadinanze italiane. Un dato che si fa interessante se si guarda ai primi nove mesi di quest’anno, quando in Comune si è registrato un boom di giuramenti di fedeltà alla Repubblica, quasi il doppio rispetto allo scorso anno e a due anni fa.
Così non è un caso che ieri a presenziare a tre giuramenti di nuovi italiani negli uffici dello stato civile sia stato direttamente il sindaco Luca Salvetti. Di fronte a lui una mamma ucraina con il figlio, un padre marocchino con quattro bambini e uno albanese con due figli. A tutti il sindaco ha consegnato il decreto di cittadinanza del presidente della Repubblica, una copia della Costituzione italiana e un gagliardetto della città, insieme a una lettera.
Tre cerimonie che vanno ad aggiungersi ai numeri record di quest’anno. Record se si guarda almeno ai dati registrati in municipio dall’inizio dell’attuale mandato amministrativo, quindi dalla seconda metà del 2019.
Dal primo gennaio al 30 settembre di quest’anno gli acquisti di cittadinanza italiana sono stati complessivamente 458: nell’arco di tutto il 2021 erano stati 265, nel corso dell’anno precedente (il 2020) erano stati 241 e da giugno a dicembre del 2019 poco più di 100 (102).
Come chiarito dagli uffici del Comune, questi dati si riferiscono a un ampio ventaglio di possibilità e quindi di decreti rilasciati dallo Stato: valgono ad esempio per gli stranieri che risiedono a Livorno e che dopo un certo numero di anni hanno chiesto la cittadinanza italiana (in base alla legge, da almeno dieci anni per gli extracomunitari e da almeno quattro per i cittadini dell’Unione europea) o per i ragazzi che hanno raggiunto la maggiore età e che sono nati in Italia da genitori stranieri, o ancora dopo il matrimonio con un cittadino o una cittadina italiana. Dietro alle richieste che arrivano sulle scrivanie del ministero dell’Interno ci sono, insomma, tantissime storie diverse.
C’è da sottolineare che ai 458 acquisti di cittadinanza dei primi nove mesi di quest’anno, vanno aggiunti i 175 riconoscimenti di cittadinanza iure sanguinis, per diritto di sangue, di cittadini nati all’estero che hanno discendenza italiana: molti, in questo caso, sono di origine sudamericana, soprattutto brasiliana o argentina. Anche i riconoscimenti iure sanguinis registrati qui sono lievitati: erano 80 nel 2021, 83 nel 2020, 66 nella seconda metà del 2019. Per un totale, appunto, di 1.470 cittadinanze italiane consegnate negli ultimi tre anni e mezzo.
Come si spiega il boom di questo 2022? Potrebbero semplicemente essersi sbloccate un bel po’ delle richieste inviate a Roma dai diretti interessati negli anni passati. O «può essere legato al fatto che nella nostra città c’è una forte presenza di cittadini stranieri che mettono radici vere», dice il sindaco Salvetti: «Non stiamo parlando dell’irregolare che magari delinque, ma di famiglie che vivono qui, che mandano i figli a scuola».
E alla fine, con una nota, sembra quasi voler mandare un messaggio politico, mentre a livello nazionale si discute dei migranti fatti sbarcare in Francia: «È per me grande soddisfazione vedere che i numeri di nuovi cittadini italiani e quindi anche cittadini livornesi è in evidente crescita nella nostra città. È un segnale che a noi piace perché Livorno è sempre stata una città con tanti nuovi arrivi che si sono poi integrati nel tessuto sociale ed economico. Un modello virtuoso che serve a combattere comportamenti sbagliati di chi invece arriva e non è disposto a rispettare le regole della convivenza civile». l
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