Gioco
Un casinò nell’atrio dell’ospedale di Livorno, ma le slot sono contro l’azzardo
Dalle macchinette anziché soldi messaggi sulla certezza della perdita di denaro. L’iniziativa è gestita dalle operatrici di “Lucca crea” la stessa azienda che organizza il “Lucca Comics” e vede il sostegno della Regione
LIVORNO. Qualcuno nella mattinata di martedì 15 novembre deve aver pensato che all’Asl, da sempre impegnata con i suoi servizi contro ogni forma di dipendenza, siano tutti impazziti: nel salone dell’ingresso di Viale Alfieri erano state installate alcune slot machines tale da far sembrare lo storico atrio un salone di un casinò di Las Vegas. Tranquilli: gli apparecchi erano finti o meglio erano funzionanti ma i cittadini che abbiano voluto provare l’ebbrezza di premere il tasto della slot si sono visti apparire, sia in caso di vincita, sia di perdita, una scritta del genere: “Tanto anche se ora hai vinto poi comunque perderai”. Oppure: “I giochi d’azzardo sono progettati per farti perdere. Gioca sano, non giocare d’azzardo”.
L’iniziativa è gestita dalle operatrici di “Lucca crea” la stessa azienda che organizza il “Lucca Comics” e vede il sostegno della Regione Toscana e della stessa Asl. A fare gli onori di casa Simona Bianchi, psicologa del Serd (ex Sert, servizio della Azienda Usl contro le dipendenze) e referente per la lotta alla ludopatia: «Come servizio – ci dice - siamo in prima linea per la lotta al gioco d’azzardo che purtroppo anche a Livorno miete sempre di più vittime. Grazie ad iniziative come questa di oggi cerchiamo di sensibilizzare il cittadino su questo tema e di prevenire i rischi di un approccio al gioco».
L’identikit
L’identikit standard del giocatore? «Maschio, trai 35 e i 40 anni, con famiglia, che gioca all’insaputa dei familiari,che si rendono conto della tragedia quando il conto in banca diventa rosso… Ma anche le donne non sono immuni». Un’apposita slot era invece dedicata ai giovani, che disgraziatamente si approcciassero al vizio, con messaggi, una volta premuto il tasto della slot, creati ad hoc per la giovane età.
I segnali di allarme
L’alternativa? In mezzo alle false macchinette rovina-famiglie allestite nell’atrio dell’ospedale, su un tavolo, fanno bella mostra di sé di giochi da tavolo e quant’altro ti permetta di divertirti senza portarti davanti al baratro. Le operatrici di “Lucca crea” forniscono pure un utile vademecum, rivolto ai familiari, del genere “come scoprire se il marito (o il padre o il figlio) sia dedito al gioco d’azzardo”: aumentano le spese in maniera ingiustificata, verranno nascosti gli estratti bancari, mancheranno di casa senza spiegazione logica oggetti di valore. E poi il sospettato trascorrerà più tempo del solito fuori casa, ritarderà agli appuntamenti e si assenterà per lunghi periodi senza dare spiegazioni. Muterà pure il rapporto con gli altri:a vrà sbalzi di umore e scatti d’ira, sarà ansioso, depresso e irritabile, trascurerà gli aspetti familiari. Ed è importante pure sapere precisamente cosa passa dalla mente del giocatore nella sua vita ormai schiava di quella che si può tranquillamente considerare una droga come la cocaina o l’eroina: non si pensi che perdere possa portare a ripensamenti perché l’interessato è sicuro che si rifarà. Non gli importa di contrarre debiti per lo stesso motivo di cui sopra. ”Sente” dei segnali che lo rendono sicuro della vincita. E anche quando questa arrivi il ricavato ritornerà velocemente nelle tasche degli unici che vincono: quelli che le slot machines (quelle vere) le installano.
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