Il Tirreno

Livorno

La storia

Trova nell’enciclopedia la tessera socialista di un militante di 98 anni: la riconsegna al Tirreno

di Franco Marianelli
Trova nell’enciclopedia la tessera socialista di un militante di 98 anni: la riconsegna al Tirreno

Nell’inserire alcune settimane fa un tomo di un’enciclopedia su uno scaffale, con non poca curiosità ha visto sgusciare tra le pagine due cartoncini con immagini che gli ricordavano qualcosa di familiare

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LIVORNO. A chi pensa che i socialisti siano scomparsi offriamo l’occasione per verificare come non sia così (almeno in questa occasione): i protagonisti di questa storia, ad esempio, sono tutti socialisti. E pure con una discreta storia alle spalle. Il primo è Maurizio Beltramme, per tutti semplicemente Meti, (anzi "Il Meti"), con una matrice giovanile nella sinistra estrema per poi approdare nel partito prima di Francesco De Martino e dopo di Bettino Craxi . "Il Meti", dopo una lunga esperienza nel sindacato dei trasporti della Cgil Filt, è oggi in pensione e, a mo’ di volontariato, presta opera nella sezione soci di Unicoop Tirreno (di cui peraltro era dipendente); una sorta di fondazione, collegata allo stesso colosso della grande distribuzione, che si occupa di produrre eventi culturali e di altre iniziative meritorie.

Fra queste la raccolta e la conservazione dei "libri randagi" ovvero i volumi, considerati ormai di peso nelle case dei livornesi, che, in alternativa al cassonetto, vengono fortunatamente portati alla "Coppina" de La Rosa di via Settembrini. Qui Beltramme e altri soci, in primis l’insegnante in pensione Stefania Bigazzi, dopo averli spolverati li espongono in una libreria al fine di essere adottati per la lettura, per essere poi riportati a destinazione. Ebbene il socialista Beltramme, nell’inserire alcune settimane fa un tomo di un’enciclopedia su uno scaffale, con non poca curiosità ha visto sgusciare tra le pagine due cartoncini con immagini che gli ricordavano qualcosa di familiare: una falce e un martello conditi da quel libro con alle spalle un sole nascente simbolo che distingueva gli storici "attrezzi" della tradizione socialista dagli altri simboli della sinistra. Peraltro al centro dei soggetti grafici albergava pure il garofano rosso, in quanto il periodo in questione era quello a cavallo del passaggio del Psi dall’era demartiniana a quella craxiana. Un po’ come il Pds post Pci che si tenne per un paio d’anni la falce il martello di cui sopra assieme alla Quercia per poi, con la nascita dei Ds, cancellarli e tenersi solo l’albero, passato poi anche lui a miglior vita.

Si trattava di due deleghe congressuali del 1978 per il congresso regionale di Viareggio, intestate a due notissimi compagni socialisti di Beltramme: Ugo Vangelisti, già segretario della sezione socialista Giacomo Matteotti, ed Elio Agretti, già segretario della sezione Salvador Allende di Colline nonché presidente dell’Aics (un’Arci socialista). Mentre Vangelisti non è più tra noi, Agretti nonostante i suoi 98 anni è in ottima forma. A rintracciarlo Massimo Bianchi, guru del socialismo livornese. Nei giorni scorsi al Tirreno, alla presenza del capocronista Andrea Rocchi, la riconsegna ufficiale allo storico militante che ha gradito il recupero di quel documento denso di ricordi. Bianchi si farà poi carico della consegna della delega di Vangelisti alla figlia dello stesso.

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