Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Addio a Potenti, signore degli elettrodomestici: ha venduto frigo e tv a tutta Livorno

di Melania Carnevali
Bruno Potenti nella sua attività
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Bruno Potenti nella sua attività

Fu sponsor delle squadre di basket e di calcio locale: «Era un grande appassionato». La sorella: «Lasciò la scuola perché era innamorato del suo lavoro come pochi altri»

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LIVORNO. Prima dello sbarco delle grandi catene, venivano anche da fuori città per comprare i suoi prodotti elettronici e i suoi elettrodomestici. Era sempre stato all’avanguardia, aveva quello che gli altri negozi ancora non avevano. Perché girava per l’Italia, studiava, cercava la perfezione. E anche se da anni aveva abbandonato il suo lavoro per motivi di salute, aveva lasciato un’eredità culturale a quell’attività che va avanti da oltre 70 anni. Se ne è andato sabato, all’età di 81 anni, Bruno Potenti, del negozio Potenti (oggi Potenti Expert), un pezzo di storia del commercio livornese.

Una storia che inizia nel 1939, quando Dino Potenti, il padre di Bruno, apre il primo negozio di elettronica in Corso Amedeo. Vendeva e riparava perlopiù radio e poco altro. Siamo negli anni Trenta, il periodo della nascita dell’elettronica. Pochi anni prima a New York è stata pubblicata una rivista, Electronics, in cui si prendeva atto del nuovo settore della tecnologia, l’elettronica appunto. Elettronica che stava per essere utilizzata per lo sviluppo delle macchine capaci di calcolare. Sono anche gli anni di Alan Turing, giovane logico, che nel 1936 pubblica un articolo, On computable numbers, in cui descrive una macchina calcolatrice general purpose, capace in linea di principio di risolvere ogni problema matematico.

Bruno Potenti nasce nel 1941 in questo clima di nuove scoperte in campo elettronico e se ne appassiona sin da piccolo. Fa domande, maneggia oggetti elettronici. Con lo scoppio della guerra e l’inizio dei bombardamenti che distruggeranno la città, l’attività si ferma. Riprenderà subito dopo.

Nel 1954 entrano nell’impresa anche i due figli di Dino, Gloria e Bruno, appunto. Bruno ha appena 15 anni e decide di lasciare la scuola per il lavoro. «Negli anni seguenti ha provato a riprendere gli studi e ha fatto qualche anno, ma non ha mai finito – ricorda la sorella -. Voleva a tutti i costi lavorare. Era appassionato di elettronica. Amava soprattutto le radio. Non ho mai visto una persona così appassionata al lavoro. Ci metteva l’anima, sin da ragazzino, fino all’ultimo giorno».

In negozio sono appena arrivate le prime televisioni. Poi arriveranno anche gli elettrodomestici. I Potenti sono sempre i primi e i più forniti. Si fanno conoscere anche fuori città. Nel frattempo, nel 1964, Bruno si sposa con la donna con cui avrà due figli e vivrà tutta la vita.

Nel 1974 muore Dino Potenti e i titolare diventano loro, Bruno e Grazia. Nel 1991 si allargano. Prendono un altro fondo, sempre in Corso Amedeo, di 1. 700 metri quadrati, e diventa uno dei negozi più grandi della Toscana con 24 dipendenti. Nel 2002 entrano nella rete Expert di cui Bruno Potenti farà parte del consiglio di amministrazione, e nel 2011 si spostano a Salviano, in via dei Pelaghi. In quello stesso anno Bruno inizia ad avere problemi di salute e lascia l’attività in mano ai nipoti, i due figli della sorella.

«Dal 2011 ha avuto alti e bassi – ricorda la sorella- fino a quando ha deciso di lasciare definitivamente il lavoro. Ne ha sofferto, perché era innamorato. Abbiamo girato tantissimo alla ricerca degli elettrodomestici migliori».

Ma Bruno Potenti ha lasciato il segno anche nello sport. Era sempre sugli spalti delle partite della squadra di basket di Livorno, da quando giocava in serie A e si chiamava Otc, ad oggi. Negli anni’80 era anche tra gli sponsor. Sponsorizzò anche la squadra di calcio locale. «Mi ricordo che era un grande appassionato e una persona di cuore – lo ricorda Manolo Burgalassi, ex giocatore e attuale dirigente della Pallacanestro Livorno -. Credeva molto nei giovani e non si perdeva una partita». I funerali si terranno questa mattina, alle 10.30, nella chiesa S. Andrea.


 

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