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Livorno

L'intervista

Il sindaco di Livorno e il futuro dell'inceneritore: «L’impianto sarà chiuso. Ma restano le tre condizioni»

di Federico Lazzotti
Il sindaco di Livorno e il futuro dell'inceneritore: «L’impianto sarà chiuso. Ma restano le tre condizioni»

Salvetti: «Aspettiamo i numeri definitivi».E sullo scontro col Partito Democratico «Questa interpretazione mi fa ridere, vi spiego cosa stiamo facendo»

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LIVORNO. Dopo mesi di silenzio, il sindaco Luca Salvetti decide di accendere la voce sul futuro dell’inceneritore. Il tema più delicato sul piano politico perché da un lato rischia di far vacillare l’alleanza con il Pd e dall’altro con gli elettori.

Sindaco, partiamo dall’inizio. Da dove nasce l’idea del superamento dell’inceneritore?

«È una scelta programmatica che insieme al nuovo ospedale ha rappresentato il pilastro del documento programmatico del 2018 da cui è nato il “modello Livorno”. La scelta derivava dalla consapevolezza di essere di fronte a un impianto vecchio con capacità limitate, ormai fuori mercato rispetto alle tipologie d’impianto più moderne».

Poi cos’è successo?

«Che il tema è diventato un elemento del programma elettorale al quale il sottoscritto ha aggiunto delle condizioni chiare: superamento solo nel momento in cui non ci fossero stati contraccolpi occupazionali, problemi sull’equilibrio di bilancio di Aamps e quindi sulla Tari e il tutto fosse previsto e realizzato all’interno del quadro regionale della gestione ottimale dei rifiuti».

Ora queste condizioni ci sono?

«C’è un confronto con la Regione per definire un quadro certo rispetto al trattamento finale dei rifiuti in un’ottica che non è solo livornese ma di ambito, inoltre i tecnici stanno predisponendo gli elementi per dare risposta alle tre condizioni del 2019. A oggi i numeri definitivi non li abbiamo ma abbiamo delle dichiarazioni verbali con le quali i tecnici ci dicono che un intervento di messa a norma e di manutenzione di un impianto datato come il nostro potrebbero generare un aumento significativo della tariffa e potrebbero entrare in contraddizione con le scelte impiantistiche che si stanno compiendo. Per questo la società, con l’amministrazione, ha chiesto più tempo per poter disporre di tutti gli elementi che permettano la decisione definitiva».

Ma la data del 10 di settembre non era ultimativa per chiedere il rinnovo dei permessi?

«No, tanto che Aamps e reti Ambiente hanno chiesto una proroga poi accordata e ora continuano a confrontarsi proprio perché tutti noi in maniera compatta chiediamo un quadro certo prima di qualsiasi decisione ultimativa».

Ma Aamps è pronta a questo cambiamento?

«Aaamps nel 2019 era un azienda in grave difficoltà, con un clima aziendale pesante, immersa in un concordato assurdo e senza prospettive certe. In tre anni abbiamo ricostruito l’assetto, siamo usciti dal concordato con un anno e mezzo di anticipo, c’è stato l’ingresso in Reti Ambiente che garantisce solidità per il futuro, abbiamo inserito e inseriremo quasi 200 nuovi dipendenti e da due anni ci sono bilanci in attivo. Per di più avendo lavorato sulla tariffa senza più proporre aumenti».

Cos’è per voi più fondamentale?

«Abbiamo chiesto che ci fossero assicurazioni e accordi sul ricollocamento di chi lavora all’inceneritore, che la tariffa fosse blindata e che Livorno avesse nuove prospettive a livello di impianti. Tutto questo a oggi ci viene confermato, in più abbiamo Reti Ambiente che adesso è proprietaria dell’impianto che sta scegliendo le strategie migliori per il futuro e non penso che arrivi a sostenere una soluzione che comporti il minimo rischio o problemi ad Aamps e alla gestione dei rifiuti d’ambito».

Piano impiantistico che prevede?

«L’Impianto fanghi forsu per il quale siamo positivamente inseriti nella graduatoria del Pnrr, impianto per verde e sfalci sulla progettazione del quale sta lavorando Aamps, una piattaforma per stoccaggio di materiale ingombrante e nelle ultime settimane la novità di un impianto di selezione e trattamento della carta e del cartone».

E l'indifferenziata di Livorno?

«Reti ambiente ci dice che il piano della Regione prevede di non mettere una tonnellata in più in discarica, e si sta adoperando per ottemperare a questo vincolo. Secondo il masterplan di Reti Ambiente la soluzione a regime sarà la realizzazione e l’entrata in funzione del “vetrificatore” a Peccioli, tutti i comuni compreso il nostro conferiranno li».

Però si parla del 2025-26. Per questo in molti insistono a chiedere di prolungare l’inceneritore

«Il tema vero è legato alla transizione verso i nuovi impianti. La novità è forte, comprensibile che ci siano i timori legati al cambiamento, è giusto sapere e informarsi. Aggiungo però che l’atteggiamento di tutti noi è serio e di buon senso, la scelta non è di poco conto e facciamo bene insieme al Pd e a tutta la maggioranza a chiedere tutte le garanzie. Nel momento in cui ci saranno le garanzie, il 18 novembre l’incontro con la Regione sarà un passaggio importate, dobbiamo avere il coraggio e l’onesta intellettuale di procedere con ciò che abbiamo detto agli elettori nel 2019».

Quindi si va avanti con la chiusura il prossimo 31 ottobre?

«Certo, dobbiamo superare l’inceneritore. Se non ci sono le condizioni valutiamo il quadro»

Per lei è il primo vero momento di scontro con il Pd?

«Questa interpretazione mi fa ridere, il sottoscritto con la maggioranza sui temi forti e sulle linee principali non ha mai avuto uno screzio, perché c’è un programma condiviso che è la nostra bibbia e perché noi tutti siamo persone serie e non voltagabbana. Questa cosa fa diventar matti gli oppositori che da tempo non sanno se accusarmi di essere troppo schiacciato sul Pd e manovrabile o se accusarmi di troppa autonomia e disinteresse per le dinamiche di partito. Guardate che può esserci anche la terza strada: sindaco, Pd e forze civiche che nell’interesse della città parlano e decidono trovando punti di incontro e sintesi intelligenti sulle cose fondamentali per il futuro». l


 

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