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Militare dell’Aeronautica arrestato dopo aver rubato i cosmetici all'Esselunga
Livorno: il ventiquattrenne è stato fermato dai carabinieri insieme alla fidanzata livornese. Entrambi sono tornati liberi in attesa del processo
LIVORNO. Insieme alla fidanzata è accusato di aver rubato circa 300 euro fra cosmetici, profumi e alimenti all’interno dell’Esselunga di viale Petrarca. E per questo è finito in manette. Il ventiquattrenne pugliese Giulio Chirivì – volontario in ferma prefissata all’Aeronautica militare di Pisa, città dove vive da pochi mesi, ma originario di Grottaglie, in provincia di Taranto – è stato arrestato per tentato furto in concorso con la fidanzata livornese Rachele Razzauti, sua coetanea, che nei giorni scorsi era venuto a trovare in città.
Entrambi, nel primo pomeriggio di mercoledì 9 novembre, sono stati fermati dal personale di sicurezza del supermercato labronico all’altezza delle casse, con i responsabili che hanno immediatamente chiamato il 112, dato l’elevato valore dei prodotti (diverse centinaia di euro appunto) chiedendo appunto l’intervento dei militari dell’Arma.
Sul posto, per fermarli, sono intervenuti i carabinieri della stazione di Montenero, in quel momento di pattuglia in quella zona di Livorno, che su disposizione del sostituto procuratore Massimo Mannucci li hanno arrestati con l’accusa di tentato furto aggravato. Secondo quanto ricostruito, ad accorgersi del tentativo di furto, sono stati i vigilanti del punto vendita, che hanno poi visionato le immagini delle varie telecamere posizionate in prossimità delle casse. I due, secondo l’accusa, avrebbero quindi tentato di oltrepassare le barriere senza pagare, ma sono stati scoperti prima di allontanarsi.
I due giovani – assistiti dagli avvocati livornesi Filippo Di Rocca e Margherita Filoni – erano incensurati e ieri pomeriggio si sono presentati nel tribunale penale di via Falcone e Borsellino davanti al giudice per le indagini preliminari Ottavio Mosti, che per entrambi ha convalidato l’arresto in flagranza di reato. Inizialmente ai domiciliari, il giudice non ha però applicato alcuna misura cautelare, quindi sono entrambi liberi in attesa del processo che si svolgerà a gennaio.
Nell’udienza di ieri sono stati ascoltati, insieme ai militari dell’Arma che operato materialmente l’arresto, sia i due indagati che un responsabile del servizio di sicurezza del supermercato che, al momento del furto, era al lavoro e li ha fermati.
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