Il Tirreno

Livorno

Scuola: il progetto

Rastrelliere per le bici? Riciclando vecchi banchi. Ecco l'idea dei ragazzi dell'Iti

di Flavio Lombardi
Rastrelliere per le bici? Riciclando vecchi banchi. Ecco l'idea dei ragazzi dell'Iti

Le strutture coi ripiani ormai inservibili sono stati destinati quindi a una seconda vita. «Potevano partecipare tutti i ragazzi di qualsiasi compartimento, oltre ai meccanici. E un po’ tutti, non sapevano saldare»

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LIVORNO. C’è chi certi oggetti li butta via, c’è invece chi pensa ad un riciclo intelligente. Accade all’Iti, con le strutture metalliche di quei banchi con il piano che si è rovinato. Cosa farci? Ma delle rastrelliere per le bici ad uso dei ragazzi che frequentano l’istituto stesso, ovvio. Fantasia, voglia di impiegare le 30 ore di lavoro della scuola in modo intelligente, facendo cose utili. Una filosofia della preside Manuela Mariani, che ha trovato immediatamente sponda nel professor Claudio Florio, del compartimento di meccanica, attualmente responsabile dell’ufficio tecnico degli “industriali”.

«Un’idea partita già l’anno scorso, realizzata col programma operativo nazionale (PON) del Miur, intitolato “Per la Scuola – competenze e ambienti per l’apprendimento”, che punta a creare istruzione e formazione di elevata qualità. Dopo la pandemia e la didattica a distanza, è stato un ulteriore mezzo utile per tornare a socializzare. C’è chi si è occupato di giardinaggio, chi di murales per abbellire alcune zone. Da meccanici, ed ex allievo io stesso di questa scuola, ecco le rastrelliere».

Una parte dei banchi coi ripiani ormai inservibili sono stati destinati quindi ad una seconda vita. «Potevano partecipare tutti i ragazzi di qualsiasi compartimento, oltre ai meccanici. E un po’ tutti, non sapevano saldare. Quindi, abbiamo iniziato dalle basi seguendo la parte teorica. Dopo le prime prove pratiche, ecco la costruzione vera e propria. Con tagli, levigature, smussature. Anche in questa nuova stagione, gli studenti si sono dedicati ad una piccola produzione. Già una è praticamente terminata e pronta per la verniciatura, mentre l’altra è ancora alle fasi iniziali».

Se ne potrebbero fare molte altre, riempire ampi spazi esterni, fino ad esaurire tutti quei tubi di profilato che non aspetterebbero altro che essere utilizzati. Ma, come sottolinea Florio, purtroppo le ore curricolari disponibili non sono molte e si fa quel che si può. Un peccato, perché i ragazzi si divertono e imparano a fare cose che prima all’Iti si facevano con regolarità e che invece da qualche anno coi programmi rivisitati, si sta molto più in classe rispetto al passato. Stefano Bientinesi, il tecnico manutentore, annuisce. «Qui, i ragazzi hanno tutto. Saldano in piena sicurezza con maschere e impianti di aspirazione eccellenti che evitano di respirare fumi tossici degli elettrodi. Fanno inoltre una cosa utile che resterà a disposizione di quelli che verranno anche negli anni a seguire».l
 

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