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Livorno omaggia le vittime della sciagura della Meloria
Aviolancio in mare e ricordo dei caduti insieme ai parenti. Nella tragedia morirono 52 persone fra militari italiani e britannici
LIVORNO. Si è svolta ieri mattina, con la partecipazione dei parenti delle vittime e alla presenza delle autorità civili e militari, la commemorazione del cinquantunesimo anniversario dell’incidente aereo della Meloria, uno degli eventi più drammatici che ha coinvolto le forze armate italiane dal Dopoguerra ad oggi. Il 9 novembre 1971 un velivolo britannico Hercules C130 con 52 militari tra paracadutisti del 187° reggimento paracadutisti “Folgore” e l’equipaggio della Royal Air Force, decollato dall’aeroporto di Pisa e diretto in Sardegna per effettuare un aviolancio nell’esercitazione “Cold Stream”, precipitò alle Secche della Meloria.
Le vittime
Le vittime furono i militari britannici Colin Harrison, Rick Swann-Price, Mike Fawcett, Brian King, Paul Fulford e Ralph Lee e gli italiani Pietro Maria Magnaghi ed Ernesto Borghesan (sottotenenti), Giuseppe Augello (maresciallo capo), Carmine Celozzi (sergente maggiore), Claudio Colombini (caporal maggiore), Mario Benericetti, Silvano Bolzoni, Antonio Fiumara, Giuseppe Iannì, Paolo Interrante, Sandro Licori, Franco Vantaggiato (caporali) e i caporali Leonardo Angelini, Michele Carasi, Ettore Carta, Arcangelo Ciappellano, Antonio e Giuseppe D’Alessandro, Danilo Dal Zotto, Fulvio Dall’Asta, Vincenzo De Marco, Ubaldo De Mitri, Angelo De Vito, Luciano Dal Lago, Guglielmo Di Natale, Arturo Deiana, Pietro Dessì, Paolo Donnarumma, Giuseppe Facchetti, Mirco Ferrari, Renato Fracassetti, Carlo Frasson, Salvatore Fumusa, William Furgeri, Rocco Giannattasio, Giovanni Giannini, Alberto Giglioli, Andrea Ginex, Giuseppe Guarnieri, Bruno Guidorzi, Roberto Liuzzi, Daniele Matelli, Roberto Morganti, Elia Quarti, Silvano Sabatini e Leonardo Torsello. Durante le operazioni di recupero delle salme, inoltre, è deceduto anche il sergente maggiore paracadutista Giannino Caria, in forza al nattaglione sabotatori paracadutisti.
La commemorazione
La commemorazione è iniziata al cimitero dei Lupi, in via don Aldo Mei, con la deposizione di una corona e la resa degli onori al monumento ai caduti del “Gesso 4” ed è proseguita con la celebrazione della messa all’interno del duomo cittadino. A seguire hanno avuto luogo le deposizioni di una corona d’alloro al monumento ai Caduti della Meloria, in località Banditella, e di un’altra corona in mare, nel punto esatto in cui si inabissò il C-130. Nel corso del suo intervento, il comandante della Brigata “Folgore” – generale di brigata Roberto Vergori – «nel rivolgere un sentito ringraziamento ai familiari dei caduti – si legge nella nota riepilogativa della Folgore – ha sottolineato quanto la loro memoria sia aggregante per il nostro Paese». «Tenere vivo il ricordo di tutti i nostri Caduti – ha precisato – è una missione di altissimo valore etico e morale, che contribuisce al consolidamento di una coscienza civile e alla crescita personale e collettiva». Il comandante del 187° reggimento, il colonnello Dario Paduano, ha espresso la propria gratitudine ai presenti, tra cui anche i parenti delle vittime britanniche con una rappresentanza della Royal Air Force, invitando a «non far svanire la memoria e il rispetto verso gli uomini che 51 anni orsono decollarono per la loro ultima missione senza fare ritorno».
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