Il Tirreno

Livorno

La tragedia

Livorno, muore a 38 anni nella sua casa. A dare l’allarme la figlia 12enne

di Claudia Guarino
Carabinieri e Svs in via Garibaldi nella foto di Daniele Stefanini/Silvi. A destra Natalia Caruta
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Carabinieri e Svs in via Garibaldi nella foto di Daniele Stefanini/Silvi. A destra Natalia Caruta

Caruta si è sentita male e ha perso conoscenza. Sul posto anche i carabinieri

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LIVORNO. Il malore e la perdita di conoscenza davanti alla figlia di 12 anni. La chiamata al 112 e l’arrivo dei soccorritori, che tentano in ogni modo la rianimazione. Più e più volte. Ma per Natalia Caruta, origini moldave, un passato da restauratrice di mobili e due figli, un maschio e una femmina, non c’è stato niente da fare. È morta lì, nel suo appartamento al civico 16 via Garibaldi, a soli 38 anni.

Lo svenimento

È successo tutto ieri mattina. La donna era in cucina quando ha iniziato a stare male e, a un certo punto si è accasciata al suolo in arresto cardiaco. In quel momento insieme a Caruta c’era la figlia di 12 anni ed è stata proprio lei a dare l’allarme. «Venite, mamma sta male». Ricevuta la segnalazione dai colleghi fiorentini del numero unico di emergenza, la centrale operativa del 118 ha inviato in zona un’ambulanza della Misericordia di via Verdi. Il medico arrivato a bordo del mezzo di emergenza ha iniziato subito con le necessarie manovre di rianimazione.

I soccorsi

Nel frattempo è arrivata anche un’ambulanza della Croce Rossa di Livorno, con i volontari che hanno aiutato i colleghi di via Verdi con la rianimazione. I tentativi sono andati aventi per diverso tempo, ma la donna non si è mai ripresa. «Come? Natalia è morta? Non è possibile l’ho vista ieri. Era una donna così educata e allegra. Non ci posso credere», dicono alcuni conoscenti mentre osservano le forze dell’ordine davanti al portone al civico 16.

La salma

Perché ieri in via Garibaldi sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Livorno. I militari hanno raccolto le testimonianze di chi era nell’appartamento: la figlia della donna e un uomo, probabilmente l’affittuario. Ancora, d’altra parte, non è chiaro che cosa esattamente abbia determinato la morte della donna. In casa non ci sono segni di effrazione o di eventuali violenze perciò, secondo una prima ricostruzione, probabilmente si è trattato di un malore. Ma a momento non se ne conoscono la natura e la causa. La salma della donna ieri pomeriggio è stata trasportata da un mezzo della Svs al cimitero comunale dei Lupi e messa a disposizione del sostituto procuratore di turno, Antonella Tenerani, che adesso potrebbe decidere di disporre l’autopsia in modo tale da fare maggior chiarezze sulle cause della morte. Poi, una volta che il magistrato avrà compiuto gli accertamenti ritenuti necessari, il corpo sarà restituito ai familiari che potranno a quel punto organizzare il funerale.

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