Gioco
Grattacielo indebitato ancora senza gas
Corsa contro il tempo per riuscire a sbloccare il contatore piombato da Hera
LIVORNO. Sul grattacielo di piazza Roma niente è cambiato. Le 165 famiglie che popolano il palazzo di 26 piani costruito negli anni Sessanta dall’architetto Giovanni Michelucci sono già al freddo. Il distacco della fornitura del metano, con il contatore piombato dall’Asa su disposizione della società Hera con la quale l’amministrazione condominiale aveva stipulato il contratto di fornitura, è avvenuto a causa di un debito di circa 160.000 euro nei confronti della multiutility emiliana e al momento la nuova amministratrice dell’immobile, Margherita Amico, sta cercando di stipulare un piano di rientro, che prevederà sicuramente il versamento di un anticipo, per far riattivare la conduttura del metano.
Il caso dell’edificio simbolo della città, che con i suoi 96 metri è il più alto di tutta la Toscana, aveva destato un certo scalpore in città dopo l’articolo del Tirreno. Prima del distacco, chiaramente, erano stati inviati numerosi solleciti di pagamento, ma il debito maturato era talmente alto che alla fine, in un’assemblea infuocata, molti dei proprietari degli immobili – solo l’Inps in realtà ne ha un terzo – chi era in regola ha deciso di non pagare per tutti e niente si è mosso. Fino al distacco totale della fornitura del gas.
«Per ora il meteo è stato clemente – commenta una delle abitanti del palazzo, Roberta Sassu – ma la tregua non durerà per molto, visto che sta iniziando a fare freddo». Il grattacielo sconta anche un altro problema: la parte est, a causa di un guasto molto importante alla conduttura, da un anno deve fare a meno del metano anche per cucinare. Gli inquilini, infatti, da tempo si sono attrezzati con i fornelli a induzione. Troppo caro, a detta degli esperti, riparare la colonna dei tubi.
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