Gioco
Tifosi del Livorno presi a cinghiate e a sassate ad Arezzo
Diverse auto danneggiate fuori dallo stadio, con un gruppo aggredito dopo aver sbagliato strada: «Ci hanno teso un agguato»
LIVORNO. Prima le auto danneggiate e i tifosi che avevano sbagliato strada presi a cinghiate dai supporter aretini. Poi, per salutare gli amaranto di ritorno sulla costa, una sassaiola fuori dallo stadio con gli ultrà locali che «si erano nascosti fra le siepi», commentano alcuni livornesi. Un pareggio che desta rammarico, soprattutto dopo che i locali erano rimasti in dieci uomini, una trasferta che è invece finita con la conta dei danni per i tifosi labronici che ieri hanno deciso di seguire la propria squadra del cuore nella trasferta nel centro della Toscana.
LE PRIME AGGRESSIONI
Una gita domenicale fuori porta dove la violenza nei loro confronti ha fatto purtroppo da padrona. «Quasi mille di noi sono venuti ad Arezzo – commenta il presidente del club Magnozzi, Curzio Galatolo – e per la Serie D è qualcosa di eccezionale. Purtroppo, però, chi ha deciso di raggiungere in auto lo stadio prima del fischio di inizio è stato aggredito dai supporter locali. A quanto abbiamo capito alcuni di noi, in macchina, hanno sbagliato strada finendo sotto la curva aretina. Qui sono stati presi a cinghiate, con le auto che sono state danneggiate. Gli aretini non ci hanno certo accolto indicandoci la strada giusta e dicendo che ci eravamo sbagliati».
«UN’ORA IN CURVA»
Durante il match non ci sono stati particolari problemi sotto il profilo dell’ordine pubblico, dato che all’interno dell’ex stadio comunale – ora “Città di Arezzo” – scontri non ce ne sono stati. «Ma alla fine della partita – continua Galatolo – ci hanno fatto rimanere per un’ora chiusi nel settore ospiti in attesa del deflusso dei supporter aretini. Credo che la questura di Arezzo abbia sbagliato totalmente la gestione dell’evento: il responsabile avrebbe dovuto far uscire prima noi, poi gli altri. Infatti anche fuori le criticità non sono affatto mancante...».
«POCHI AGENTI»
I tifosi del Livorno lamentano inoltre «della scarsità di agenti impiegati prima e dopo la partita». Secondo lo stesso Galatolo, infatti, la questura aretina non avrebbe mobilitato un numero sufficiente di poliziotti (e di altri appartenenti alle forze dell’ordine) in relazione all’elevato numero di tifosi ospiti e locali: «Hanno decisamente sottovalutato la situazione», ritiene il responsabile del Club Magnozzi, che ovviamente ieri ha seguito la sua squadra in trasferta.
LA SASSAIOLA
Al ritorno verso Livorno, proprio fuori dallo stadio, i tifosi aretini hanno scatenato una sassaiola. «Noi stiamo bene – prosegue Galatolo – ma chi era in auto, proprio davanti ai tre pullman con i supporter labronici, ha avuto la peggio ed è stato colpito. Qualcuno è sceso dalla macchina, ci sono stati degli scontri. Poi è arrivata la polizia e sono scappati tutti.
«CLIMA OSTILE»
Un clima ostile «che rischia di avere ripercussioni anche sulla gara di ritorno, a Livorno. Non è giusto, ma purtroppo le cose funzionano così. Poteva essere gestito tutto molto meglio». «Ricordo una trasferta ad Arezzo negli anni Ottanta – conclude Galatolo – gli aretini ci preso a sassate sul treno fino a Montevarchi».
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