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Livorno

I roghi

Ripetitori e centraline incendiate a Livorno: ora spunta la pista anarchica

Stefano Taglione
Ripetitori e centraline incendiate a Livorno: ora spunta la pista anarchica

Pattugliamenti continui per vigilare le antenne

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Livorno La pista anarchica. È quella seguita dalla digos dopo i numerosi incendi che – oltre ai camper parcheggiati su viale Italia e sul Romito, e alle baracche sotto il ponte dell’Aurelia, a Stagno – negli ultimi giorni hanno interessato ripetitori e centraline elettriche della città. Sono stati nove i roghi in appena quattro notti e ben cinque di questi hanno riguardato antenne e apparati elettrici: i ripetitori di via di Quercianella (al Castellaccio), via delle Cateratte (sulle torri dell’ex vetreria) e via dello Struggino, al Picchianti, oltre a una centrale elettrica in disuso in via Masi e alla sottostazione di Terna-Rfi per il traffico ferroviario in via Giacomelli, vicino appunto ai binari e al cavalcavia di via degli Acquedotti, che per fortuna data la tarda ora, le 22.30 del primo novembre, non ha provocato ripercussioni sulla circolazione dei convogli.

LE INDAGINI

Per gli episodi che hanno provocato danni alle infrastrutture sta indagando la digos, per gli altri la Squadra mobile. Gli agenti di via Fiume, in particolare, stanno svolgendo accertamento dopo il tentato omicidio del quarantacinquenne Dario Bucchi, salvo per miracolo dopo l’incendio del suo camper parcheggiato sul Romito, dal quale è riuscito a uscire dal finestrino. Purtroppo uno dei suoi cani non ce l’ha fatta, ragion per cui il fascicolo è stato aperto anche per uccisione di animali. A coordinare le inchieste sono i pubblici ministeri Giuseppe Rizzo e Antonella Tenerani, ognuno per alcuni dei nove episodi. Sulle baracche di Stagno, invece, l’indagine è stata avviata dai carabinieri, che nella serata di sabato scorso, quando c’è stato il rogo, stavano transitando di lì. In tutti i casi, per la parte puramente tecnica, procedono i vigili del fuoco del nucleo di polizia giudiziaria.

PATTUGLIAMENTI

Pattugliamenti continui proseguono da parte della digos, soprattutto di notte, nei luoghi più sensibili di Livorno. Le zone dove si trovano i ripetitori della telefonia, in particolare, vengono vigilate continuamente con numerosi passaggi degli agenti, anche delle volanti. Anche se ormai, il pericolo, può riguardare ogni traliccio. Impensabile riuscire a tenere tutto sotto controllo pur con l’aiuto prezioso di carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale.

«KO IL SEGNALE»

La prima conseguenza degli incendi, come denunciato dai cittadini con numerose mail al Tirreno, è l’assenza di segnale a Quercianella. «Il mio gestore – scrive Laura – continua a rispondermi che entro 48 ore la linea sarà ripristinata, ma sono tregiorni che lo dice. Quercianella, un angolo di paradiso abbandonato, dove i Tir sfrecciano sull’Aurelia incuranti del centro abitato, dove i turisti restano allibiti dalla non presenza di un bancomat». l


 

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