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A Livorno il record degli operatori sanitari non vaccinati al Covid

A Livorno il record degli operatori sanitari non vaccinati al Covid

Sono 34 (18 a Pisa e Lucca), tutti rientrati a lavoro

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Livorno Sono 96 in totale i dipendenti dell’Asl che vengono reintegrati dopo l’interruzione partita il primo novembre dell’obbligo vaccinale contro il Covid per gli operatori sanitari, stabilito dal Governo con il decreto legge 162 del 31 ottobre 2022, che va a modificare quanto disciplinato dal decreto legge 44 del 2021.

In tutta la Toscana Nord Ovest il territorio livornese dell’ex Asl 6 è quello che aveva la parte più consistente dei sanitari no-vax. Ben 34 rispetto ai 18 di Lucca, di Pisa e di Massa Carrara.

Nel dettaglio a Livorno c’è stato un solo medico, 27 tra infermieri, operatori socio sanitari e ostetriche, più altri 7 operatori (assistenti tecnici, assistenti sociali, assistenti amministrativi).

Sul reintegro degli operatori sanitari non vaccinati al lavoro il direttore delle Malattie Infettive dell’ospedale, Spartaco Sani, ha espresso un giudizio molto chiaro: «Io sono stato il primo a vaccinarmi a Livorno insieme ad altri colleghi. Tanta gente ha fatto il proprio dovere, ora se queste persone tornano a lavorare è grazie a noi. La novità ha un impatto quasi insignificante sui medici che sono pochissimi, ma è di fatto un messaggio antivaccino che non può che disincentivare, se non ostacolare, la campagna vaccinale delle quarte e quinte dosi nei fragili».

Intanto proprio negli ospedale (e nelle altre strutture sanitarie) va ricordato che è stata prorogato l’obbligo del green pass rafforzato per entrare in ospedali, strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali. L’ultimo decreto legge non interviene, infatti, sul termine del 31 dicembre 2022 fissato dal precedente decreto legge “riaperture” numero 24 del 24 marzo 2022.

Come noto, il Ministro della Salute ha inoltre prorogato l’obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie da parte dei lavoratori, degli utenti e dei visitatori delle strutture sanitarie, socio sanitarie e socio assistenziali, comprese le strutture di ospitalità e lungodegenza, le RSA, gli hospice e comunque le strutture residenziali .

«Sulle mascherine sono dovuti tornare indietro – commenta Sani riferendosi alle scelte del governo – ma solo aver pensato di toglierle è grave e indica il loro orientamento. Anziché ammiccare ai no-vax sarebbe il caso che le istituzioni facessero un importante richiamo alla quarta dose verso chi non l’ha ancora fatta. La vaccinazione ci ha salvato dal caos, ci permette di vivere».



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