Gioco
Dieci ubriachi in ospedale in sei ore, il vescovo: «Giovani, vi insegno come divertirvi»
Livorno, monsignor Simone Giusti analizza la situazione: «I nostri ragazzi sono insicuri e così si fanno del male. Bevono o si impasticcano per timidezza...»
LIVORNO. «Voglio parlare con questi giovani e insegnare loro come ci si diverte senza farsi del male. Perché lo si può fare anche in maniera sana. Tutta questa trasgressione, spesso, nasce dall’insicurezza. Un ragazzo una volta mi ha confidato: “Bevo perché sono timido e in questo modo riesco a parlare con le ragazze”. La verità è che c’è una crisi di affettiva, ci si rifugia nell’erotismo quando sta diventando sempre più difficile avere una relazione affettiva. Mentre i genitori, e il sistema educativo in generale, sono in crisi. Molte mamme mi dicono: “Non ho voglia di stare a litigare con mio figlio, per questo gli faccio fare cosa gli pare”. Questi, purtroppo, sono i risultati».
A parlare è il vescovo della diocesi di Livorno, monsignor Simone Giusti. La sua è un’analisi puntuale su ciò che sta succedendo alla generazione dei nostri figli: «Questi ragazzi si “bombano” di droghe per darsi un tono – spiega senza mezzi termini – addirittura assumendo delle pasticche per farsi notare dalle ragazze. C’è chiaramente un disagio relazionale, che è generale e non solo dei più giovani. Si parla più con il corpo, che con la lingua e non siamo pronti a costruire un rapporto relazionale. Credo che si debba attuare la riforma Berlinguer sulla scuola: gli istituti devono essere visti non solo come luogo dell’istruzione, ma come un punto di aggregazione, con rientri pomeridiani che vadano di pari passo con gli altri luoghi della socialità che sono i centri sportivi, ad esempio, o le parrocchie. Servono progetti educativi territoriali. Io, ad esempio, in collaborazione con Telegranducato incontro tanti genitori che mi raccontano i loro problemi nel rapporto con i figli. E sono tanti, purtroppo, perché la crisi non riguarda solo i minori, ma anche madre e padri. Voglio incontrare i ragazzi per insegnare loro che ci si può divertire anche senza alcol e droghe, in modo sano».
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