Il Tirreno

Livorno

La storia

La magia dell’Himalaya nel viaggio fotografico di Vittorio De Franceschi

Stefano Taglione
Una delle foto di De Franceschi
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Una delle foto di De Franceschi

Zaino in spalla il finanziere ex volto dell'Isola dei famosi ha dormito a casa degli abitanti dei villaggi progettando tutto da Livorno

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LIVORNO.  Da casa ha prenotato solo i biglietti dell’aereo. Livorno-Himalaya, 17 giorni nel luglio scorso, zaino in spalla. Nel bel mezzo un viaggio a piedi, organizzato nei minimi dettagli dall’Italia segnando le tappe su una cartina, chiedendo ogni sera ospitalità agli abitanti dei villaggi indiani della regione di Ladakh, non lontano dal Tibet.

Un viaggio emozionante, a contatto con la vera atmosfera dell’Asia, quello di Vittorio De Franceschi, 52 anni, militare livornese della guardia di finanza ed ex volto televisivo de “L’isola dei famosi”. Fotografo per passione, viaggiatore per vocazione «fin dai tempi in cui con mio padre, da Livorno, partivamo in macchina per l’ex Jugoslavia o la Grecia e dormivamo in tenda». La mostra con i suoi bellissimi scatti si aprirà nella sala del Piaggione dei Grani, alla Fortezza Vecchia, dal 3 al 20 novembre e sarà visitabile, con la presenza fissa dell’artista, dalle 16 alle 20 dal venerdì alla domenica. «Ladakh - Zanskar - Ai confini dell’Himalaya”, questo il titolo dell’esposizione visitabile gratuitamente da tutti. «Nei monasteri si vive un’atmosfera mistica – racconta De Franceschi – in particolar modo durante la “puja”, la loro messa, che dura anche due ore durante la quale ti offrono da bere il loro tè. È qualcosa di magico. Per arrivare lì attraversi zone bellissime, popolate di villaggi sperduti. Solo in quelli più grandi ci sono i bed & breakfast per dormire, negli altri ti organizzi chiedendo ospitalità agli abitanti. Ho bussato porta a porta, alla fine mangi e alloggi da qualcuno pagando una decina di euro. Mangi le verdure dei loro orti,visto che non esistono alternative».

Per raggiungere i paesini dell’Himalaya si attraversano strade strettissime e pericolose. Impossibile noleggiare una macchina e guidare in autonomia. Serve ingaggiare un autista del posto. Una regola non scritta, un obbligo. «Altrimenti rischi di precipitare giù – ricorda – dato che è anche pieno di frane. Le montagne sono bellissime e scoscese, questo è il mio modo di viaggiare. In passato, sempre così, ho visitato il Nord e Sud America, l’Africa (in questo caso affittando una jeep con sopra la tenda per dormire), ma anche il Nepal e l’Oman. Ho iniziato a viaggiare fin da piccolo, con mio padre. La fotografia, invece, è qualcosa che mi ha appassionato fin da giovane, mi piace abbinarla ai viaggi».

È la prima volta che De Franceschi espone i suoi scatti. «Io sono livornese, per me il simbolo di Livorno è la Fortezza Vecchia – conclude – per questo ho desiderato tanto esporre qui, in un luogo simbolo della mia città. Per me è un motivo di orgoglio».

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di Redazione web