Il Tirreno

Livorno

I gioielli del mare

Dentro ai segreti del Cavour città-aeroporto galleggiante – Il viaggio

di Andrea Rocchi
La Cavour
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La Cavour

Sull’incrociatore della Marina Militare: la pista da decollo, l’hangar i radar, le armi e l’ospedale. Come funziona l’ammiraglia della Difesa

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LIVORNO.  Livorno accoglie due simboli della Marina Militare: riabbraccia con orgoglio l’Amerigo Vespucci, “la più bella del mondo” e dà il benvenuto all’incrociatore Cavour, ammiraglia della nostra flotta, reduce dall’operazione Mare Aperto, la più grande e importante esercitazione militare italiana. L’incrociatore portaerei Cavour ha attraccato venerdì all’Alto Fondale, sfilando maestosa (244 metri di lunghezza) in porto tra gli sguardi di tante persone incuriosite da questa insolita presenza. Nella mattinata di ieri, dalle 10 alle 12,30, lunghe code di visitatori si sono formate ai varchi portuali per accedere all’Alto Fondale e visitare l’ammiraglia della Marina Militare Italiana.

Noi siamo saliti a bordo della portaerei venerdì pomeriggio quando la nave è stata aperta ai tre club Rotary livornesi, grazie alla disponibilità del Capo di Stato Maggiore Enrico Credendino e all’impegno del prefetto del club Mascagni Enrico Cafferata che hanno curato la logistica della visita. Nell’occasione il Tirreno era ospite del club Castiglioncello-Colline Livornesi e Pisane presieduto da Enzo Lorenzetti. Ad accoglierci nell’hangar della Cavour il comandante capitano di vascello Enrico Vignola. Da qui è iniziata a gruppi di venti persone una visita guidata all’interno delle aree cruciali dell’incrociatore. Una nave da guerra dotata di sofisticati sistemi di difesa e di attacco capace di ospitare fino a 1.200 persone (oggi l’equipaggio è composto da poco meno di 500 militari). L’hangar, lungo 134 metri e largo 21, è costituito da un’area di 2.800 metri quadrati che può ospitare 12 elicotteri, oppure 8 aerei e 4 elicotteri. Venerdì, al suo interno, era presente un elicottero SH-90, mezzo sviluppato per assolvere principalmente, in qualsiasi condizione meteorologica, le missioni antinave ed antisommergibile ma in grado anche di svolgere operazioni di ricerca, soccorso e di trasporto logistico. Gli altri elicotteri Agusta/Westland EH101 erano sistemati sul ponte di volo, lungo 220 metri, largo 34, dotato di 6 punti di decollo dove possono essere parcheggiati fino ad un massimo di 24 velivoli. La pista di decollo è lunga 180 m e larga 14 m con ski jump (il trampolino di decollo) con una elevazione di 12°. All’interno del Cavour, nell’hangar, era presente anche un aereo McDonnel Douglas AV-8B Harrier II plus, aereo di attacco al suolo monomotore.

La nave - come è stato sottolineato dal comandante – rappresenta uno degli orgogli della Marina militare e della cantieristica navale italiana. Dal 2021 può imbarcare i caccia F-35B, la versione a decollo corto e atterraggio verticale dell’avanzato velivolo di quinta generazione. Il Cavour dispone inoltre di una centrale in grado di erogare complessivamente una potenza pari a 17,6 megawatt (potrebbe coprire il fabbisogno energetico di un paese di circa 1.500 abitanti). Durante la visita siamo entrati anche in aree nevralgiche dell’incrociatore come la centrale operativa dove si comandano i moduli di lancio dei missili o la plancia della nave dove, come navigator, abbiamo incontrato un militare. © RIPRODUZIONE RISERVATA


 

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