Gioco
Si è spento a 87 anni Benito Mazzoni. «Atteso inutilmente il letto dall’Asl»
Ex campione di sollevamento pesi, era stato portalettere ad Antignano
LIVORNO. All’età di 87 anni ci ha lasciati Benito Mazzoni. Personaggio conosciuto in città non solo per i trascorsi sportivi (è stato campione italiano nella sua categoria di sollevamento pesi e anche tricolore nel duathlon over 50) ma anche per essere stato indimenticato portalettere in molti quartieri di Livorno.
La sua storia è stata contrassegnata anche da un caso di malasanità. Mazzoni da anni conviveva con più di una patologia: «Babbo, hai già superato le vite che generalmente si attribuiscono a un gatto», ricorda la figlia Gloria, sottolineando anche come il padre ci ridesse su. Era reduce da un ricovero ospedaliero di una ventina di giorni, dal quale era stato dimesso l’11 ottobre. Un lasso di tempo durante il quale la famiglia continuava a richiedere per lui un letto ortopedico a manovella, con materasso antidecubito ad aria e con sponde di contenimento la cui prima domanda all’Usl era stata consegnata in data 20 settembre presso il centro socio sanitario Livorno Nord.
Nonostante il silenzio assordante, giustificato dal continuo rimandare la consegna adducendo la non disponibilità degli ausili, la famiglia non si è mai arresa. Scrivendo mail, telefonando al magazzino di Pisa ed alla protesica di Massa, senza mai riuscire ad ottenere quel che di diritto. Nel frattempo, venendo a contatto con personale che ha cercato di discolparsi e scaricare le competenze.
Parenti disperati, con un malato in casa da accudire con la “104” riconosciuta ad inizio luglio dell’anno scorso.
La beffa, è arrivata ieri mattina. Quando a casa Mazzoni arriva una telefonata: «Pronto, dovremmo consegnare il letto. Possiamo venire lunedì?». Ma Benito alla mezzanotte e mezzo, appena entrati nella giornata di ieri, era già volato in cielo. «E tutto questo, mentre ci sono famiglie che da mesi hanno un letto in casa che non viene ritirato nonostante i solleciti ad andarlo a prendere. Così, c’è chi deve tenere per mesi un oggetto in casa che non serve più e, contemporaneamente c’è chi aspetta inutilmente perché dicono che non ci sono per tutti. Una vergogna. Che noi abbiamo risolto nel frattempo prendendolo in affitto alla Misericordia pagando 100 euro. Per fortuna, potevamo affrontare la spesa. E chi non può?». Come darle torto…
Gloria prosegue l’amaro sfogo. «A mio padre era stato appena attivato il servizio delle cure palliative domiciliari, era chiaro che eravamo ormai alla fine. Voglio che tutti sappiano, affinché segnalando il caso, altri pazienti e le loro famiglie non subiscano lo stesso nostro trattamento». Non c’è sollecitudine nel tempo che intercorre fra un avvenuto decesso ed il ritiro di ciò che l’azienda ha dato in uso. Un letto, un deambulatore o una carrozzella, poco importa. Questa roba dovrebbe essere subito riportata in magazzino per averla disponibile a chi la chiede. Il servizio è garantito dall’Usl che però su avvale dell’impiego di ditte esterne in appalto. Tutta colpa di queste ultime? Di sicuro, la responsabilità è dell’azienda sanitaria.
Benito Mazzoni, dicevamo, è stato portalettere. Antignano è stato uno dei quartieri dove per più tempo ha prestato servizio. Stimato, simpatico, puntuale. Anche dopo la pensione, molti quando lo incontravano, lo salutavano con grande cordialità.
In gioventù, era stato campione italiano di sollevamento pesi nella sua categoria, stabilendo un record che ha resistito molti anni. Superati da poco i 50 anni, si dedicò anche al Duathlon, vincendo il titolo tricolore.
Un piccolo grande uomo, come lo definivano in molti per via del metro e cinquantacinque di altezza, cominciò ad andare in palestra per una scommessa. Frequentando la Spartan in via Sant’Andrea. Vittoriano Romanacci, personaggio livornese arrivato sino al ruolo di cittì azzurro, più di una volta ebbe a dirgli: «Uno come te, mi ci vorrebbe ora, dovresti essere più giovane, ti porterei alle Olimpiadi».
Benito era conosciuto anche nel mondo del volontariato per essere stato un donatore Avis. Lascia la moglie Vilma, le figlie Gloria e Michela ed i nipoti Riccardo e Selene.
Più tardi, l’Asl Toscana nord ovest è intervenuto per esprimere «prima di tutto le proprie condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Benito Mazzoni». L’ha fatto tenendo a «scusarsi per quanto accaduto» e annunciando, in un lungo comunicato in cui si ricostruisce la vicenda, di «aver avviato una verifica per individuare le criticità emerse nel percorso e risolverle a beneficio di tutti gli utenti del servizio».
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