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Razzia di telecamere e altoparlanti dal Tennis House di Ardenza: «Danni per migliaia di euro»

Stefano Taglione
I danni al Tennis House di Ardenza
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I danni al Tennis House di Ardenza

Livorno, le parole del responsabile dell'impianto e maestro di tennis Andrea Floris: «Sono stati un uomo e una donna di 35-40 anni, dalle telecamere si vede chi sono»

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LIVORNO. Hanno approfittato di una finestra lasciata aperta. Piccolissima, dove solo contorcendosi si poteva riuscire a passare. Mettendo a segno un furto da diverse migliaia di euro. Vittima dei ladri un’associazione sportiva dilettantistica, la Tennis House di via Pietro Nenni, nella zona di Ardenza.

I malviventi – un uomo e una donna, ripresi nitidamente in volto dalle telecamere e dall’apparente età di 35-40 anni – hanno fatto irruzione al centro sportivo attorno all’una e mezzo della notte fra venerdì 28 e sabato 29 ottobre, uscendo poco dopo con tre telecamere di sicurezza che il consiglio direttivo aveva l’intenzione di installare proprio per incrementare il livello di sicurezza, due altoparlanti esterni per la musica e un orologio “smartwatch” dal valore, da solo, di 400-500 euro. Si tratta di un dispositivo tecnologico, quest’ultimo, che si collega ai moderni cellulari e che risulta evidentemente molto appetibile sul mercato nero. «Non era della Apple, ma comunque molto pregiato...», spiegano dall’associazione livornese.

Negli uffici e nelle varie stanze, all’arrivo del responsabile dell’impianto Andrea Floris, regnava il soqquadro. Un colpo al cuore per chi, come lui, vive l’associazione con passione e ama il suo lavoro. «Un furto che fa male – racconta – perché colpisce una piccola realtà come la nostra. Per fortuna i malviventi non hanno fatto danni, altrimenti sarebbe stato ancora peggio». Sul posto, subito dopo il colpo, sono intervenuti i Vigili giurati, il cui pronto intervento sicuramente ha evitato ammanchi peggiori all’impianto di via Pietro Nenni, che oltre alle telecamere ha anche un sistema di allarme. «Le guardie sono arrivate subito – commenta ancora Floris – e a livello di sicurezza personalmente non posso certo lamentarmi. Loro fanno la ronda per ciò che serve, mentre i carabinieri di notte almeno tre o quattro passaggi li fanno con le loro pattuglie. È chiaro che però i malviventi, quando le forze dell’ordine non ci sono, restano più liberi di agire. Magari aspettano che passino e se ne vadano, non lo so...».

Ieri mattina, dopo la chiamata al 112 dello stesso Floris, sono intervenuti sul posto due equipaggi della Squadra volante della questura, che non hanno potuto far altro che ascoltare il maestro di tennis e responsabile dell’impianto. Nei prossimi giorni lui stesso sporgerà denuncia. Non appena ultimerà l’inventario dei dispositivi spariti dal club. Un’indagine che passerà poi alla Squadra mobile, che grazie alle nitide immagine del sistema di videosorveglianza potrà cercare di identificare i malviventi. 

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