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Il grattacielo di Livorno non ha pace: «Ko il metano per i fornelli»

di Stefano Taglione
Il grattacielo di Livorno non ha pace: «Ko il metano per i fornelli»

Rotta una colonna di tubi: trenta famiglie cucinano con l’elettricità. Ora però la priorità è un’altra: sbloccare il contatore “piombato” dal gestore di rete Asa

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LIVORNO. Non solo il riscaldamento centralizzato bloccato a 165 famiglie per un debito di 160.000 euro nei confronti di Hera. Anche gravissimi problemi ai tubi del gas per alimentare le cucine di una trentina di appartamenti, con gli inquilini che per non spendere cifre monstre per la riparazione (servirebbe montare un ponteggio alto cento metri) hanno preferito installare i fornelli elettrici a induzione. Non c’è pace per il grattacielo di piazza Roma, che da circa 15 giorni ha il contatore condominiale “piombato” e da un anno sconta i problemi alla conduttura del metano del lato est, alla quale sono collegate le utenze di quasi un quinto degli abitanti (per cucinare ognuno, chiaramente, ha un allaccio individuale).

Eppure, come conferma l’ex amministratore condominiale Enrico Tribioli, una soluzione ci sarebbe stata. E avrebbe potuto dare lustro al palazzo simbolo di Livorno, costruito negli anni Sessanta dall’architetto Giovanni Michelucci, contribuendone anche a una forte rivalutazione economica. «All’assemblea ho presentato un preventivo di 36 milioni di euro per usufruire del superbonus 110% – spiega – Avremmo rifatto le facciate, gli impianti, le tubazioni, le terrazze del settimo e del ventisettesimo piano. Tutto e gratis. Risolvendo sicuramente anche le criticità sul gas metano, sicuramente la grossa perdita del lato est, riparabile solo spendendo un sacco di soldi. Non so come mai un gruppo di inquilini abbia bocciato la mia proposta. Nessuno avrebbe speso un euro. Poi sono stato sostituito».

E ora, purtroppo, gli inquilini dello stabile alto 96 metri e 26 piani vivono problemi su problemi. Bollette condominiali mai pagate, quelle all’amministrazione, per conti non saldati. Anche dall’Inps, proprietario di un terzo degli appartamenti, «al quale nell’arco di un anno, durante la mia amministrazione, ho inviato sei decreti ingiuntivi», si sfoga Tribioli. Alcuni proprietari – secondo la nuova amministratrice Margherita Amico – sarebbero invece inconsapevoli delle morosità, dato che non avrebbero ricevuto nemmeno le corrette fatture da versare. «Presto – dice – li incontrerò per informarli di quanto, realmente, devono pagare. Così lo faranno con serenità. Ho passato le ultime settimane a ricostruire la difficile contabilità dello stabile, visto che ho ricevuto gli ultimi dati fra agosto e settembre scorsi. Non è stato facile». «Con il bonus avremmo sostituito pure tutti gli infissi – prosegue Tribioli – e il cappotto termico sarebbe arrivato dalla Germania. Per quanto riguarda l’estetica, l’edificio non sarebbe cambiato e avremmo mantenuto la solita facciata. Sarebbe stato un grande intervento per il palazzo e per tutta la città, non sapete quanto mi dispiaccia non aver potuto concludere questo progetto in cui mi sono impegnato tantissimo. L’assemblea, purtroppo, ha votato contro e poi ha deciso di sostituirmi».

Ora però la priorità è un’altra: sbloccare il contatore “piombato” dal gestore di rete Asa – su disposizione di Hera, la società venditrice del metano – prima dell’arrivo del freddo. Perché è quasi novembre e il caldo non durerà ancora molto. «Il meteo di questi giorni è nostro alleato – conclude dice la nuova amministratrice – ma mi sto comunque impegnando per risolvere il problema del metano. Spero che con un acconto, di non so di quale importo, Hera possa riaprire il contatore e, a rate, si possa pian piano saldare il debito».


 

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