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Mercato Centrale, il presidente Sena: «Apertura pomeridiana, ma ci arriveremo a gradi»

di Flavio Lombardi
Mercato Centrale, il presidente Sena: «Apertura pomeridiana, ma ci arriveremo a gradi»

Garufo: «Nuovi obblighi in arrivo». Varare il regolamento, significa far partire pure il nuovo bando che serve come il pane. Molte concessioni sono infatti già scadute e altre sono prossime a farlo

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Livorno Mercoledì 25 ottobre doveva essere il giorno in cui il nuovo regolamento del mercato avrebbe dovuto fare il passo finale. Ma certi dubbi, certe domande emerse durante l’ultima commissione, avevano consigliato di aggiornare la seduta convocando il presidente dei commercianti del Mercato delle Vettovaglie, Luigi Sena.

C’è bisogno di approfondimenti, su cosa fare per un piano di rilancio, una programmazione che possa accompagnare per gradi la struttura ad un ruolo di vera attrazione turistica. Ancora non è stato fissato il giorno (ma non ci sarà da attendere molto), visto che l’assessore al commercio Rocco Garufo è indisposto. Quel che è certo è che a palazzo civico, si vuol fare presto. Varare il regolamento, significa far partire pure il nuovo bando che serve come il pane. Molte concessioni sono infatti già scadute e altre sono prossime a farlo. Garufo, non vede l’ora di rientrare in pista e mostra di avere idee chiare. Quello che serve per dare un senso di marcia a un progetto che non è uno scherzo. «Il passaggio in commissione è doppio. Il primo, prevede l’analisi del testo e nel secondo si approvano le modifiche proposte dai vari consiglieri. Siamo abbastanza avanti, le proposte avanzate anche dall’opposizione sono decisamente ragionevoli. La direzione del mercato deve restare al Comune, essendo il mercato un bene di proprietà demaniale. Il nuovo regolamento esige tuttavia una forte innovazione. Cioè conferire obbligatorietà al consorzio del mercato su determinate cose. Tipo la gestione che riguarda le voci di pulizia, sorveglianza e aperture anche serali».

Questione di aspetti tecnici. Alla quale si aggiunge la questione dell’orario di apertura. «Gli esercenti dovranno conformarsi agli orari di apertura dettati dal Comune. Una cosa da affrontare con gradualità, arrivando piano piano ad avere una apertura pomeridiana. Ci sono piccole attività che in questo particolare momento, vedrebbero lievitare i costi in modo smisurato. Teniamo anche presente che per svolgere l’attività commerciale attuale, gli esercenti sono già al mercato, tutte le mattine, dalle 6». L’impegno grosso è uscire con il bando. «Entro la fine dell’anno, bisogna partire. C’è già la bozza disciplinare». Si parla di circa 120 posizioni da mettere a bando. Tra quelle di cui si parlava prima, scadute o in scadenza, più tutte quelle situazioni di banchi e fondi vuoti per cessazione di attività. «Si parla di circa 200 posti di lavoro che devono essere tutelati ed è giusto mettere tutto in regola». Ci sarà un criterio di premialità. «In base al progetto, agli investimenti. Nel rispetto e nella garanzia delle leggi, in tutto questo quadro vorremmo avere attività che garantiscano una certa continuità, non chiudere dopo pochi mesi. Allungheremo i tempi della concessione, passando dai 9 anni attuali a 12. In questo modo, il singolo commerciante sarà stimolato a rendere più bello il proprio punto vendita».

Garufo ribadisce la volontà di intercettare realtà che siano di appeal anche per il turismo di cabotaggio, quello che può arrivare dalle città vicine. «I banchi e i fondi vuoti devono trovare attività di pregio gastronomico. Se il turista prende il panino col prosciutto buono ed il vino particolare, deve poter consumare in spazi pubblici da allestire. Si chiama somministrazione non assistita. Voglio migliorare l’esistente, ma pensando a ciò che potrebbe venire in futuro. Con il consorzio delle strade dell’olio del vino verificare la possibilità di spazi espositivi». Tutti progetti sul tavolo, fermati dal Covid. C’è da ripartire. E alla svelta. Le cose più in grande, dice Garufo, arriveranno. «La riqualificazione della piazza Cavallotti e di piazza Buontalenti, saranno un gran volano. Se in 30 anni nessun privato si è interessato ad entrare con grossi investimenti nel mercato, qualcosa vorrà dire. Intanto, penseremo con l’assessora all’urbanistica Viviani a una illuminazione più bella, tenendo conto di quelli che saranno i vincoli delle belle arti. Servirà per eventi serali».

La chiusura, sulle ghiacciaie e sul piano superiore. «Ristoranti sul pelo dei fossi? Bello, ma anche lì, tutto da studiare con le belle arti. Primo piano con studi artistici? Ci sono tante idee. Tutte buone, tutte da valutare bene. Perché non c’è tempo per sbagliare».l
 

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