Gioco
Quando sul palco del Goldoni la domenica pomeriggio c’era lo spogliarello
Uno spaccato degli anni Settanta in cui nei teatri andavano in scena spettacoli alternativi. Più clima da vecchie caserme che cabaret in stile Moulin Rouge, tra cori e striscioni
LIVORNO. La momentanea chiusura del The Space e il relativo beneficio che ne trarranno i “cinemini” di una volta fa sì che torni alla mente il tempo in cui al cinema non si andava solo per vedere un film ma pure per vedere uno spettacolo alternativo: lo spogliarello.
Era la triste mercificazione del corpo della donna e tutto quanto ne consegue, ma purtroppo erano anni in cui la cultura imperante era quella maschilista e molti di noi, visto che “a vent’anni si è stupidi davvero” (Guccini), ne eravamo inconsapevoli vittime. Fatto sta che alcuni cinema–teatri come il già citato Quattro Mori ma anche il nobile Goldoni (“Dalla scissione comunista a Giselle con la Fracci e Nureyev passando dallo strip tease” potrebbe essere il titolo di una biografia del teatro) non si peritavano a programmare spettacoli di genere pecoreccio come da nota e corposa filmografia dei vari Sordi, Proietti, Montesano etc...
Correva all’incirca la metà degli anni Settanta e dopo un temporaneo stop dell’attività, nella metà maschile della città c’era una fervida attesa per la “prima” (si fa per dire) che avrebbe avuto luogo al Goldoni una domenica pomeriggio imprecisata.
Una mandria di giovanotti, facilitati dalla recente norma che fissava la maggiore età a 18 anni (lo spettacolo era vietato ai minorenni) si era radunata all’Attias per poi procedere, come in un corteo, verso il limitrofo teatro. Tutto esaurito, compreso loggione e palchetti. Da un palco improvvisamente compare uno striscione. Diciamo che il contenuto era un inno alla femminilità più intima espresso però in termini da bar dell’angiporto. “Viva la …”. Più Boccaccio che Petrarca. Lo spettacolo ebbe inizio e siccome il manager avrebbe dovuto impegnare il pubblico per un’oretta e mezza e non potendo occupare tutto quel tempo per lo strip delle ballerine (anche perché più di due capi di abbigliamento non avevano), cercava di distrarre il pubblico con canzoni, barzellette e trucchi di magia. Ma i presenti non erano lì per le barzellette e, per farglielo capire, durante il pezzo di innocente danza sull’aria del “Lawrence d’Arabia”, il pubblico compose un testo per quell’aria che sostanzialmente ricalcava il concetto dello striscione.
C’è da dire che gli intrattenitori avevano pelo sullo stomaco e ad ogni invettiva o battuta proveniente dalla sala sapevano rispondere salacemente. “Vogliamo lo spogliarello...” grida uno dal pubblico. E la risposta era perentoria: “Solo qui ti riesce vedere…” alludendo al presunto scarso fascino dello spettatore. Al termine le passerella finale delle ragazze sulla parte del palcoscenico più vicino al pubblico con i giovani in delirio sotto di loro.
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