Lutto
L’ex Convento di Capraia passa al Comune. Ecco come si trasformerà
Il Demanio ha firmato la cessione. La sindaca: «Ben vengano anche i privati»
Capriaia Isola Visto oggi, passeggiando lungo le stradine sotto la Torre, l’impressione che si ha è quella di un gigante ferito. Martoriato dal tempo e dal vento. Abbandonato in buona parte da quasi quarant’anni. Da quando il carcere, siamo nel 1986, venne chiuso e l’ex convento francescano che ospitava la direzione e gli uffici del penitenziario si è lentamente trasformato in un rudere.
Adesso, per questa struttura che comprende anche la chiesa sconsacrata e recuperata nella (quasi) totalità, si apre una bella partita. Quella di una nuova vita. La nascita, molto probabilmente è ancora lontana, ma come in ogni nuova avventura serve un primo passo. Per l’ex convento, costruito nel XVII secolo, è avvenuto ieri con la firma del decreto con cui l’Agenzia Demanio di Livorno ha trasferito al Comune di Capraia la proprietà dei beni.
«A conclusione di un proficuo e costante lavoro – spiegano dal Comune – il Demanio ha trasferito in favore del Comune di Capraia Isola, rappresentato dal sindaco Marida Bessi, porzione dell’immobile di proprietà statale denominato “Ex Convento di S. Antonio”».
Un momento storico per il Comune che vede passare al proprio patrimonio, dopo 150 anni, grazie alla procedura di federalismo demaniale, gli edifici che ospitavano la Colonia penale dal 1873.
Il compendio si compone di alloggi attualmente abitati dai residenti dell’isola, mentre le vecchie officine e i magazzini sono interamente da recuperare e ristrutturare. L’intero complesso comprende, appunto, anche il più antico convento francescano e la Chiesa di S. Antonio. Se la chiesa è già di proprietà del Comune e oggetto di importanti opere di restauro tramite finanziamenti della Regione Toscana, per il convento è in iter la richiesta di federalismo culturale, in quanto il bene è vincolato dal Ministero Beni Culturali.
Al Comune le idee di recupero dell’intero patrimonio non mancano. Marida Bessi, sindaca dell’isola, spiega che «in consiglio comunale è stato già approvato un piano di recupero dell’intera area prevedendo nelle aree oggi trasferimento della proprietà, oltre alle abitazioni e alla finalità culturale dell’impianto seicentesco, un ambizioso progetto per una scuola di altra formazione professionale per la Blue e Green economy». Una sorta di pied-a-terre per università, istituti di formazione e campus per giovani che vogliono investire nelle sfide del futuro in termini di ambiente e sostenibilità. «L’isola, infatti, – prosegue la sindaca – ambisce a rappresentare un esempio di protezione ambientale e valorizzazione naturalistica, con una comunità che disegni il proprio sviluppo su progetti duraturi e sempre più consapevole del proprio patrimonio storico- culturale». I tempi come ammette la stessa Bessi sono lunghi. «Ma per guardare al futuro questo è un passo importante. Il motivo? Per chiedere un qualsiasi finanziamento è necessario dimostrare la proprietà del bene. Inoltre non escludiamo la possibilità di una collaborazione con i privati, pensiamo prima di tutto alle università di alta specializzazione, come il Sant’Anna. Dal Pnrr abbiamo trovato fondi per dieci milioni di euro. Magari dopodomani esce fuori una misura dalla quale attingere nuove risorse per questa ristrutturazione». l
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