Il Tirreno

Livorno

La denuncia

La pedana disabili del bus si blocca: «Oltre due ore per andare a Cecina»

di Claudia Guarino
La pedana disabili del bus si blocca: «Oltre due ore per andare a Cecina»

Il racconto di Manuel: «Spero che la mia storia serva a migliorare il servizio». Autolinee Toscane, contattata dal Tirreno, fa sapere che i pullman con servizio dedicato alle persone disabili devono essere richiesti prima

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LIVORNO. Due ore e mezza per arrivare da Livorno a Cecina. Perché «su un pullman la pedana per i disabili non funzionava bene. E sull’altro prima non si trovava il telecomando in grado di azionarla, poi l’autista non sapeva come utilizzarlo». A raccontare questa storia è Manuel Brambilla che vive a Cecina e si muove su una carrozzina elettrica. «Racconto non tanto per denunciare l’accaduto in sé, quanto piuttosto per mandare un messaggio di sensibilizzazione perché «il servizio bus è pubblico e deve poter essere fruibile da chiunque. Le pedane ci sono anche, ma dovrebbero essere controllate regolarmente. Vorrei che la mia storia contribuisse a far cambiare, in meglio, le cose».

Il primo pullman

I fatti risalgono a sabato scorso. Brambilla va da Cecina a Livorno per sottoporsi a fisioterapia. Il viaggio di andata scorre senza intoppi. I problemi infatti, si presentano al ritorno. «Ero alla fermata del bus Grande 5, davanti alla libreria. Alle 18.30 arriva il pullman. È munito di pedana per i disabili e il conducente l’aziona con il telecomando. All’inizio si blocca, poi per fortuna scende, ma non a livello tale da farmi salire». Per cui Brambilla aspetta un altro mezzo. Nel frattempo l’autista si mette in contatto con l’azienda che invia un rappresentante.

Il secondo pullman

«Si è scusato e ha aspettato il pullman successivo insieme a me – prosegue Brambilla –. L’autobus è arrivato alle 19.10 e all’inizio non c’era il telecomando per azionare la pedana». Dopo un po’ di tempo questo telecomando spunta fuori «viene attivata la pedana e io riesco a salire e mi avvio dunque verso casa». Ma a Cecina accade un ulteriore imprevisto. «L’autista del pullman, che nel frattempo era cambiato, non sapeva che a bordo ci fossi io e non sapeva come utilizzare la pedana. Dopo circa mezz’ora di tempo ci riesce e io posso finalmente a scendere e ad andare a casa, quando ormai erano passate le 21».

La prenotazione

Autolinee Toscane, contattata dal Tirreno, fa sapere che i pullman con servizio dedicato alle persone disabili devono essere richiesti prima e, nel caso specifico, questa domanda non c’è stata. Brambilla conferma: «Autolinee Toscane richiede che la prenotazione sia fatta 48 ore prima e non sempre questo è possibile. Perché, per esempio, capita che la seduta di fisioterapia venga decisa il giorno prima. Ma non è questo il problema, i pullman arrivati alla fermata erano tutti muniti di pedana e, peraltro, gli autisti sono stati molto gentili». Brambilla, in tutto questo, vorrebbe far passare un messaggio. «Se un servizio è pubblico dovrebbe essere a disposizione di tutti, senza eccezioni. E i pullman sono predisposti per essere fruibili perché appunto, hanno le pedane».

L’appello

Per lo meno teoricamente perché poi capita che «non funzionino o che gli autisti non le sappiamo usare. Secondo me la pedana è una di quelle cose da controllare regolarmente. Come le frecce del pullman, per fare un esempio pratico». Altro punto preso in considerazione: lo spazio dedicato alle persone disabili all’interno dei pullman. «Lo spazio c’è. Però c’è solo una poltroncina reclinabile senza fermi né cinture». Insomma, secondo lui si potrebbe fare meglio. Quello di Manuel Brambilla è un racconto che lui spera possa contribuire «al cambiamento, in meglio, di un servizio che è utile per tutti e che tutti devono poter utilizzare».


 

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