Gioco
L’influenza sarà diffusa e tosta. «Sopra i 60 anni vaccinatevi»
La campagna dei medici di famiglia sta partendo in questi giorni negli ambulatori. Angeletti: «Tre tipi di vaccini a seconda delle età, informatevi dal vostro dottore»
LIVORNO. La battaglia all’influenza è cominciata. Quest’anno il virus stagionale si annuncia più tosto rispetto al recente passato caratterizzato dal Covid, per un motivo principalmente: la maggior parte delle precauzioni che utilizzavamo contro il coronavirus (ma che proteggevano anche dal resto) sono ormai un ricordo. E lo dimostra ciò che è successo nell’emisfero australe, dall’Argentina all’Australia dove l’influenza ha colpito una percentuale della popolazione più elevata del solito e in maniera spesso seria.
I medici di famiglia sono pronti. Qualcuno ha già iniziato a vaccinare nella settimana appena conclusa. La maggior parte di loro comincerà da domani a fine ottobre.
«Stiamo partendo in questi giorni, il periodo ideale è vaccinarsi tra novembre dicembre, in modo da prolungare l’efficacia del vaccino il più possibile», dice Massimo Angeletti, coordinatore dei medici di famiglia livornesi.
Va detto che la protezione indotta dal vaccino si attiva circa due settimane dopo la somministrazione e dura fino a sei mesi per poi decrescere.
Tre vaccini
Sono tre le tipologie di vaccini antinfluenzali destinati agli adulti. Tutte e tre sono quadrivalenti, dunque in grado di proteggere la popolazione da due ceppi A e due ceppi B di virus. Uno di questi è potenziato, un altro adiuvato. La differenza la spiega proprio Angeletti: «Quelli potenziati sono dedicati agli ospiti over 70 delle Rsa, classicamente le persone più fragili e che hanno bisogno di maggior difesa: contenengono un eccipiente che li rende ancora più protettivi. Quelli adiuvati sono per tutti gli altri over 70, che non vivono nelle Rsa, i normali quadrivalenti sono destinati a tutta la popolazione dei fragili. È bene sottolineare che le tre tipologie sono egualmente efficaci».
Chi deve vaccinarsi
«Il vaccino antinfluenzale è raccomandato agli over 65 – spiega Angeletti –, ma è stata estesa anche quest’anno l’opportunità di vaccinare anche gli over 60, anche al fine di facilitare la diagnosi differenziale nelle fasce di età di maggior rischio di malattia grave, considerando il permanere dell’emergenza Covid. Ad ogni modo, al di là delle indicazioni stringenti della Regione, esiste una valutazione clinica dei medici di medicina generale, in base alla maggiore o minore fragilità del singolo paziente o alla convivenza con persone fragili. Chi fa assistenza nelle vesti di badanti, ad esempio, o chi vive con persone realmente fragili dovrà essere vaccinato per evitare la trasmissione».
Dunque in sintesi: la vaccinazione deve essere fatta a tutti gli over 65, ma è fortemente consigliata anche alla fascia dai 60 ai 65 e a tutti coloro che clinicamente abbiano condizione di fragilità su indicazione del medico. «Ma chiedendola al medico tutti la possono fare, gratuitamente, visto l’alto numero di vaccini a disposizione», sottolinea il dottor Angeletti.
Come ci si prenota
«Ogni medico ha la propria organizzazione – spiega il coordinatore dei camici bianchi livornesi –: io, come molti altri colleghi, vaccino chi viene in ambulatorio, senza prenotazione. Altri colleghi invece dedicano giorni specifici alla vaccinazione antinfluenzale, altri lo fanno su prenotazione. Per questo ogni paziente dovrà informarsi dal proprio medico sulle modalità».
Quel che è certo è che i vaccini ci sono e sono già disponibili.
«Noi li ordiniamo nelle farmacie, che sono il terminale della farmacia ospedaliera. Per comodità ogni medico sceglie una farmacia di riferimento, solitamente quella più vicina all’ambulatorio e li ritira lì nelle varie tranche di distribuzione. Un tempo ce li davano tutti insieme e considerando che qualcuno di noi vaccina anche 400 o 500 persone averli tutti in frigo era complicato. Ora è più semplice, ne prendiamo un tot ogni settimana. La consegna è già stata stabilita in base al numero degli assistiti over 65 che ognuno di noi ha, tanti più pazienti anziani abbiamo, tanti più vaccini riceveremo. Ma è possibile all’interno di ogni ambito territoriale scambiarsi vaccini tra medici sulla base delle rispettive esigenze. Dunque possiamo dire, anche visto l’alto numero di dosi messo a disposizione dalla Regione, che non ci saranno problemi di disponibilità».
Nelle Rsa
Diversa la situazione per gli ospiti delle Rsa. «Lì i vaccini sono stati inviati direttamente, sono arrivati a metà ottobre e vengono conservati nei magazzini delle varie residenze – spiega Angeletti –. I medici di famiglia si occupano della vaccinazione dei loro pazienti ospiti e ognuno di noi si reca direttamente in Rsa a somministrare le dosi ai rispettivi assistiti».
I giusti comportamenti
Oltre al vaccino, possono risultare efficaci per ridurre la trasmissione del virus (che avviene attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie) alcune semplici misure, che sono le stesse da sempre e che in epoca Covid abbiamo adottato tutti con maggiore attenzione. Dunque una buona igiene delle mani, una buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o tossisce, con fazzoletti monouso da smaltire correttamente, lavandosi subito le mani), l’isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili, specie in fase iniziale. E ancora l’evitare il contatto stretto con persone ammalate, mantenendo una distanza di almeno un metro, evitare di toccarsi occhi, naso, bocca, usare mascherine chirurgiche per ridurre le infezioni tra i contatti stretti.
Non solo influenza...
In contemporanea all’antinfluenzale è possibile anche sottoporsi alla quarta o quinta dose del vaccino anti-Covid, riservato ad over 60, fragili e fragilissimi.
«Ma di fatto la medicina generale già esegue una serie di altri vaccini, compresa l’antipneumococcico e l’anti Herpes Zoster. Gradualmente sarà fornita dai medici di base la possibilità di vaccinare per l’intero calendario vaccinale – evidenzia Angeletti –, già facciamo da tempo anche i richiami per l’antitetanica, in modo da sgravare il Servizio Igiene dell’Asl».
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