Gioco
I lavoratori contro l’azienda: «Il lavoro c’è ma Bertani lo affida ai camionisti»
La rabbia dei 25 dipendenti in Naspi che l’azienda non ricolloca. «Il nostro reimpiego dovrebbe essere prioritario e costa meno»
LIVORNO. Quella dei lavoratori ex Naspi della Bertani Trasporti di via Firenze non è solo una vertenza sindacale come quelle che ogni giorno finiscono sul giornale: è una vertenza con il giallo. «Non si capisce – dicono i lavoratori che ieri hanno organizzato un picchetto davanti al piazzale dell’azienda– che interesse abbia l’azienda ad occupare dei lavoratori con il contratto dei camionisti al posto di chi, come noi, ha il contratto dei lavoratori addetti al movimento merci. Un camionista per ogni ora di lavoro riscuote infatti quasi il doppio».
Per Naspi si intende quella categoria di lavoratori con una perdita di lavoro alle spalle, perdita che formalmente dovrebbe essere momentanea ma che spesso momentanea non è. In precedenza questi lavoratori erano stati alle dipendenze della Mt Logistica: il loro compito era la movimentazione delle auto dalle navi ai piazzali del retroporto.
Il loro impiego dovrebbe essere prioritario in confronto ad altre tipologie di disoccupati. E invece...
Irene Avanzoni della Filt Cgil e Uliano Bardini della Cisl Trasporti assieme a tutti i 25 ex lavoratori interessati alla vicenda raccontano: «È un mistero e nelle occasioni che abbiamo avuto per porre il quesito alla direzione dell’azienda non abbiamo avuto risposte e non capiamo perché».
«Non solo – aggiunge Avanzoni – quando abbiamo chiesto il nome della ditta alla quale la Bertani dovrebbe aggiudicare i prossimi lavori (in modo di far sì che questa azienda si facesse carico di utilizzare i lavoratori livornesi ex Naspi) ci è stata data come risposta “il nome dell’azienda cercatela su Internet».
Stesse considerazioni di Bardini: «Sono lavoratori non più giovanissimi e la preoccupazione è reale. Dispiace che ci sia questo muro da parte dell’azienda. Noi comunque non molliamo».
«Non ci stiamo capendo più niente – dice un altro lavoratore – vediamo queste persone del nord venire qui con un contratto anomalo per fare il lavoro che facevamo noi. Non riusciamo nemmeno a capire dove sia al’interesse della Bertani a comportarsi così».
La lotta dei lavoratori è sostenuta oltreché dai sindacati confederali pure da Unione Sindacale di Base (Usb). «Chiediamo aiuto alle forze politiche e alle istituzione – è l’appello dei 25 e dei sindacati – perché si faccia luce sui “misteri” che aleggiano sulla Bertani Trasporti e, una volta chiariti, si possa dare seguito all’impiego degli ex Naspi. Non si tratta di una crisi strutturale perché il lavoro c’è e di conseguenza qualcuno dovrà dare risposte alle nostre domande».
A un certo punto esce alla guida di un mezzo un signore in palese età di pensione con la tipica casacca fosforescente utilizzata dai movimentisti ora disoccupati: «Stai a vedere che, pur di non far lavorare noi, assumono pure pensionati...», è l’ironico ma amarissimo commento di uno dei 25 manifestanti. E il giallo si fa più giallo ancora.
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