Il Tirreno

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Viabilità

Finalmente viene allargato il rettilineo degli incidenti a Guasticce

di Mauro Zucchelli
Finalmente viene allargato il rettilineo degli incidenti a Guasticce

L’arteria di un polo con 100 imprese e 3mila addetti

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GUASTICCE. Finalmente qualcuno che mette mano all’ex statale 555 fra Stagno e Guasticce: anni addietro, nel 2003, è stata realizzata la bretella che dallo svincolo Interporto Est della superstrada Fi-Pi-Li arriva all’ingresso dell’abitato di Guasticce accanto all’ex fattoria storica, con una maxi-rotatoria che si raccorda non solo al vecchio rettilineo della 555 ma anche alle nuove fabbriche germogliate là dov’era la Cmf. Finalmente, perché adesso che siamo nel 2011 abbiamo già aspettato anche troppo e ora via ai lavori...

Così raccontavano le cronache di undici anni fa. Dopo una nuova falsa partenza nel 2017, dopo qualche speranza a vuoto nel 2019 (con il municipio colligiano che annuncia una svolta decisiva), dopo il nuovo cartello di cantiere che segnala un appalto da 1,63 milioni con consegna lavori il 21 luglio dello scorso anno e la fine di tutto dopo 294 giorni, cioè qualche mese fa: ecco, dopo tutto questo, pra la Provincia ci riprova. Da Palazzo Granducale arriva l’annuncio che «riprenderà a breve l’intervento di adeguamento funzionale del tracciato della strada provinciale n. 555 delle Colline in prossimità di Guasticce».

Un sospiro di sollievo, anche se l’avevamo già fatto (invano) all’inizio dello scorso decennio: la strada è rimasta grande poco più di una interpoderale sterrata che sembra di intuire nei rilievi fotoaerogrammetrici di metà anni ’50. Quel che si era riusciti ad arrangiare, allargandola un po’, per permettere l’insediamento della Cmf all’inizio degli anni ’60 in quella piana di zanzare sulla base degli accordi per il ridimensionamento del Cantiere. È rimasta così finora: sei metri di larghezza, talvolta nemmeno quelli. La stessa di quando gli operai andavano al lavoro anche in Vespa o tutt’al più con la vecchia 500: con le vetture di allora larghe grossomodo 130-140 centimetri, assai meno dei 180 di adesso per una auto normale, 190 per un suv neanche tanto grosso.

Oggi questa è una strada che serve il principale polo economico del comprensorio: da un lato, c’è l’interporto (che ha al proprio interno una sessantina di imprese e più di 1.200 addetti); dall’altro, c’è l’ex Cmf (con una grande fabbrica come Magna e tante altre realtà, a cominciare da BCube e Alex Sistemi, con altrettanti posti di lavoro).

C’era una volta un appalto nato da un contratto 21 gennaio 2011, 2,7 milioni la base di gara (poi l’aggiudicazione con uno “sconto” di oltre un milione), 15 aprile 2012 la data prevista per la fine lavori. Le ruspe partono, i camion pure. E i risultati si vedono ancora oggi, magari in mezzo a erbacce e arbusti: una massicciata già bell’e pronta per allargare la carreggiata per un buon paio di metri lato sud (per un tratto di 700 metri, nella parte più vicina alla rotatoria), proseguendo sul lato opposto, quello nord (per altri 900). Poi tutto s’era fermato: eccetto qualche annuncio in nome non si sa se della speranza o dell’illusione.

Il motivo? Dal quartier generale della Provincia si mette l’accento sul fatto che questo lungo stop è stato causato dall’esigenza di risolvere «alcune interferenze, in particolare quella relativa alla rete dell'acquedotto»: la soluzione è l’intesa di recente stipula fra Provincia e Asa («prevede lo stralcio di parte delle lavorazioni, concernenti la sostituzione e lo spostamento di una tubatura di circa 70 cm di diametro, che saranno eseguite direttamente da Asa, mentre restano in carico alla Provincia le attività di scavo e successiva copertura»). A ciò si aggiunga che il progetto iniziale è stato modificato anche in altri punti: ad esempio, eliminando due rotatorie perché «non più necessarie dopo l’accordo per il collegamento ferroviario tra il porto di Livorno e l’interporto di Guasticce».

In realtà, c’è anche un altro aspetto: l’odissea delle Province come enti da cancellare si è risolta con una cancellazione a metà, che ne ha lasciato l’involucro istituzionale ma tagliando pesantemente i fondi. Risultato: un intoppo dietro l’altro perché nel frattempo le competenze sulle ex strade statali come questa sono state rimpallate lungo tutto l’asse della geografia istituzionale finché si sono trasformate in strade provinciali ma con pochi quattrini per sistemarle. Il solito teatrino l’aveva avuta vinta…

Il cartello “inizio cantiere” c’è già, la segnaletica gialla provvisoria sull’asfalto è talmente vecchia da esser ormai scolorita. Ma ora ci siamo: forse. I lavori hanno un costo di circa 2 milioni di euro e «interessano il tratto compreso tra il km 2+400 e il km 4+200 (in prossimità della rotatoria per Guasticce)», dice la Provincia sottolineando che sono in calendario «opere di stabilizzazione della strada, con allargamento delle banchine laterali di circa un metro e mezzo per lato e successivo rifacimento del manto di copertura».

Anche Giovanni Biasci, consigliere provinciale con delega alla viabilità, ammette i «numerosi problemi che hanno caratterizzato l’iter dell'intervento» ma tiene a sottolineare: «Finalmente il cantiere riprende l’attività e l’opera, una volta terminata, garantirà un notevole miglioramento della sicurezza di quel tratto.


 

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