Gioco
Un milione e mezzo alle società sportive per il caro bollette. Ecco come averli
Previsti aiuti fino a 1500 euro per ogni associazione
Livorno Un concreto sostegno allo sport livornese e toscano, un gesto che per essere più efficace, dovrà però essere imitato in maniera più massiccia dal governo. In arrivo, non meno 750 di euro di aiuti dalla Regione per le società sportive. E’ il risultato della delibera di giunta e che nei prossimi giorni si trasformerà in bando al quale potranno così accedere tutti i soggetti aventi diritto. Intervento economico deciso a tempo di record per un contributo complessivo di un milione e mezzo, da erogare a chi è in difficoltà e a secco di risorse in questo periodo difficile arrivato dopo due anni di pandemia. Una prima analisi, ci rende un panorama vasto, composto in totale di 10800 associazioni (di cui poco meno della metà, circa 4000, risultano direttamente affiliate a federazioni e fra queste ultime, 450 sono nella nostra provincia) che comprende quindi non solo società dilettantistiche, ma enti di promozione e soggetti privati senza scopo di lucro cheabbiano compresa nel proprio statuto, la promozione della pratica motoria e sportiva.
Livorno, oltre le 450 associazioni affiliate per federazioni, andrebbe ad aggiungere almeno altre 200 realtà che potrebbero avere titolo per il bando.
Criteri e priorità
Ciascun soggetto potrà richiedere un contributo fino a 1.500 euro per le spese già sostenute nel periodo che va dal primo gennaio di quest’anno fino al momento della presentazione della domanda. Sono ammesse le spese relative ad eventi e manifestazioni oppure strettamente legate alla gestione degli impianti sportivi o degli spazi dedicati all’attività sportiva e motorio e ricreativa. Per dare un esempio pratico, tutto questo si sintetizza con le voci utenze, affitti e mutui, polizze assicurative relative agli impianti, agli immobili o agli spazi, acquisto materiali o attrezzature sportive di modico valore e non durevoli. La priorità andrà comunque alle società sportive che gestiscono direttamente gli impianti. Eugenio Giani, a fine dei lavori, ha mostrato tutta la propria soddisfazione. «Ce l’abbiamo fatta, volevo dare un segnale al mondo dello sport, dimostrare che la politica sa riconoscere la valenza del servizio che queste realtà rendono alla società civile. In Toscana siamo tanti, occorreva perciò dare dei criteri per andare ad aiutare chi ne ha più bisogno. Titolo di priorità nell’assegnazione, sarà per chi gestisce gli impianti sportivi e le bollette che essi generano. Teniamo presente che i numeri sono certo molto importanti, ma fra le 10800 realtà, troviamo pure la società che partecipa al torneo di calcetto amatori ed è evidente che questa non concorrerà neppure».
La stima reale degli aiuti
C’è da fare una stima. Cioè quanti fra tutti coloro che possono avanzare richiesta (10800 appunto), poi, la faranno in concreto. I conti, in Regione, li hanno fatti. Ed è ancora Giani a dircelo. «Di società che gestiscono direttamente gli impianti sportivi, ce n’è complessivamente 2 mila, quindi, significherebbe non meno di 750 euro per ciascuna realtà. Forse di più, perchè ci sarà anche chi è un po’ “più ricco” magari grazie a delle sponsorizzazioni e che nemmeno ci invierà il modulo riempito perché sarà più la scocciatura di evadere le pratiche burocratiche e le informazioni che servono, che il reale ritorno economico che possono trarne. Resta comunque il tetto massimo di 1500 euro. Per tanti, sarà una piccola boccata di ossigeno. I soldi arriveranno sui rispettivi conti entro fine anno ed in unica soluzione ed entro ottobre pubblicheremo il bando con tutte le modalità per parteciparvi». Non saranno tanti soldi, per carità, ma la Toscana al momento attuale è l’unica regione d’Italia ad aver pensato un intervento simile in soccorso alle società. «I soldi veri – termina il presidente della regione – devono arrivare a livello nazionale. Deve accadere come per il Covid, servono i ristori. Dalla mia posizione, di più non potevo. Ma ho voluto dare un segnale perché questi soggetti sono importanti nel nostro tessuto sociale. Non solo perché a volte esce il campione, ma perché lo sport serve a tutti. Ha funzione formativa durante l’adolescenza, di aggregazione e di prevenzione alle malattie per chi è in età più avanzata».
Gianni Giannone, delegato Coni provinciale di Livorno, plaude ed apprezza il grande sforzo. «Di più evidentemente non era possibile; le difficoltà sono tante e questo è da intendersi solo come un brodino caldo per un grande malato. Ed ha ragione Giani ad auspicare una manovra articolata che arrivi presto dal nuovo governo. I problemi dello sport in Italia, andando avanti così, non danno molte alternative: o riducono le attività, o riducono l’utilizzo delle docce, o si va a gravare sui costi delle famiglie, andando a ritoccare le quote con sensibili aumenti, o in ultima analisi, chiudono. La crisi attuale, questo ha prodotto…». l
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