Gioco
Si è costituito l’investitore del rider. «Ero io al volante della macchina»
Livorno, l’uomo che guidava la Bmw grigia si è presentato alla polizia municipale dopo lo scontro avvenuto in piazza Mazzini
LIVORNO. Il colpo, l’urto con il cofano e col finestrino dell’auto. Il volo sull’asfalto. Poi le grida di dolore. Quelle di un uomo a terra, ferito accanto al suo scooter. E allo zaino giallo col marchio Glovo. In un primo momento chi guidava la Bmw grigia che si è schiantata contro il motorino guidato da un rider 39enne è fuggito, lasciando la macchina in mezzo alla strada. Poi – ieri mattina – quell’uomo, un sessantenne, si è presentato al comando della polizia municipale. «Ero io al volante», ha detto agli agenti. E loro lo denunceranno per omissione di soccorso. Il rider, invece, è ancora all’ospedale d viale Alfieri, ricoverato nel reparto di Ortopedia dopo l’operazione su una gamba fratturata. Ma andiamo con ordine e ricapitoliamo i fatti.
Lo scontro
Accade tutto intorno alle 22 di domenica sera, all’incrocio tra corso Mazzini e Borgo San Jacopo. Una Bmw grigia viaggia su corso Mazzini, verso il mare, per poi svoltare in direzione di Borgo San Jacopo proprio nel momento in cui da lì passa un motorino. Si tratta dello scooter guidato da un rider di Glovo che si stava muovendo da piazza Orlando verso corso Mazzini. È questa la dinamica al momento considerata più probabile dagli agenti della polizia municipale, che sono intervenuti in corso Mazzini per rilievi e accertamenti. E che hanno acquisito i filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti in zona.
La fuga
La velocità tenuta dai due mezzi è ancora da capire, ma lo scontro è stato abbastanza violento, tanto che lo scooter è andato distrutto e l’auto ha riportato danni nella parte anteriore, lato passeggero, e sul vetro anteriore. Il conducente della Bmw, dopo le scontro, ha lasciato la macchina in mezzo alla strada, coi fari accesi, e si è allontanato a piedi in direzione di San Jacopo. Con la polizia municipale che ha iniziato le ricerche per individuarlo. L’uomo il giorno dopo – ieri mattina – si è poi presentato spontaneamente al comando della polizia municipale di piazza del Municipio, sostenendo di essere lui il conducente della Bmw, che non risulta sia stata sequestrata. L’uomo, straniero e residente a Livorno, sarà quindi denunciato per omissione di soccorso e gli atti di indagine saranno trasmessi al sostituto procuratore Niccolò Volpe.
Il rider
Il rider la notte dell’incidente è stato trasportato da un’ambulanza della Misericordia di via Verdi, arrivata con a bordo il medico del 118, al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno, dove è entrato in gravi condizioni, ma non in pericolo di vita. È poi stato trasferito nel reparto di Ortopedia, dove è stato operato ieri pomeriggio a una gamba e dove si trova ancora ricoverato. «Sono passati poco più di sei mesi dall’incidente in cui è morto quello William De Rose (rider di Deliveroo, ndr ) – commenta Filippo Bellandi, segretario Nidil-Cgil Livorno –. Adesso spetterà alle autorità chiarire la dinamica di quanto avvenuto. Come sindacato noi non possiamo però fare a meno di evidenziare quanto sia inaccettabile che i lavoratori delle piattaforme di food delivery continuino a rischiare la vita a causa dei ritmi frenetici imposti dall’algoritmo. Serve un cambio di rotta, non è più pensabile continuare così». E rinnova l’appello al Comune. «Insieme alle amministrazioni comunali e agli enti preposti bisogna capire cosa si possa fare per rendere la viabilità e gli spazi delle città meno rischiosi e più idonei alle nuove tipologie di lavoro su piattaforma. Chiediamo pertanto all'amministrazione comunale di Livorno di riaprire il tavolo su rider e mobilità urbana attivato nei mesi scorsi».
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