Gioco
Caos sosta in via Galilei. Gli studenti: «Lo scooter? Non lo lascio. In bus o in bici farei tardi»
Viaggio tra i ragazzi all’uscita dall’Iti e dal liceo Cecioni tra ciclabile deserta, mezzi in divieto e chi chiede di parcheggiare dentro l'istituto
LIVORNO. C’è un momento in cui il tratto tra via Galilei e via Zola ogni mattina prende vita. Dalle 7.30 alle 7.40. Non che prima il quartiere sia addormentato, tutt’altro, ma da quell’ora in poi si anima, tra rumori di motorini, voci dei ragazzi che si avvicinano a scuola e una nuova giornata che comincia. Diventa un po’ come la pallina di un flipper, tra gente che cerca parcheggio da una parte e poi lo trova dall’altra, macchine che aspettano il loro turno per la manovra all’interno delle strisce riservate e ondate di ragazzi che scendono dai mezzi pubblici. Tra il viale Carducci e via Garibaldi, tutti in un’unica direzione: via Galilei, il fulcro della scuola livornese, visto che Iti e Cecioni da sole contano 4 mila studenti, senza dimenticare Buontalenti e Orlando nelle strette vicinanze.
Dopo l’azione della polizia municipale di venerdì con la rimozione di un motorino e il rischio di fare la stessa fine per tanti altri prima dell’intervento del sindaco e della preside Mariani, la sensazione è che quel gesto un po’ di "paura" tra i ragazzi sia riuscito a metterla. «Parcheggialo lì, dai retta, è meglio», grida un giovane a un amico che spegne il motore e mette il ferma disco alla ruota.
«Siamo 4mila ragazzi, le scuole sono vicine e i posti sono pochi - ripete Matteo -. Serve un po’ di pazienza, ma alla fine il parcheggio si trova. Venire in bici? No, non la uso mai, scelgo il motorino».
Un’usanza, quelle delle due ruote motorizzate, che a Livorno è quasi una religione, una tradizione che impari da ragazzino a 14 anni, magari proprio per andare a scuola in modo autonomo, e che non abbandoni più. Passa qualche minuto e Lapo parcheggia nella piazzetta tra le due scuole. «Trovare parcheggio alle 8 è difficile. Non abito vicino e vengo sempre con il motorino. Con l’autobus rischierei di arrivare spesso in ritardo. La soluzione sarebbe riuscire ad avere qualche parcheggio dentro l’istituto così da avere più spazio anche fuori».
Questo è senza dubbio il tema più caldo. Aprire i cortili di Iti e Cecioni (in attesa della Gherardesca il prossimo anno) alla sosta degli scooter potrebbe rappresentare uno sfogatoio. Scuola e Provincia stanno valutando, ma c’è il tema della sicurezza. Entrambe le parti hanno sottolineato come la sicurezza sia al primo posto e prima di poter dare il via libera servono valutazioni attentissime. Per esempio, come si vede nelle foto, la zona sotto alla facciata dell’Iti è recintata per evitare il passaggio degli studenti.
C’è poi chi si augura di avere il parcheggio anche dentro al liceo, come Elisa e Alice che arrivano in sella al loro cinquantino. «È difficile trovare parcheggio e magari qualcuno mette il motorino in modo non perfetto, come noi ora (sorridono, ndr). Venire con l’autobus? Lo scorso anno lo facevo - dice una delle due - ma a volte non passavano e poi erano sempre in ritardo. Anche quando andava tutto bene, mi serviva mezz’ora per arrivare, mentre ora con lo scooter ci metto dieci minuti. Il parcheggio dentro la scuola potrebbe aiutarci». Un’altra soluzione fortemente consigliata dall’amministrazione comunale è quella di recarsi a scuola in bici, anche sfruttando la nuova pista ciclabile. «Ogni tanto ci vengo in bici - confida Emanuele -. Una delle ultime volte hanno fatto la multa ai miei amici che avevano parcheggiato il motorino, quindi è stato utile. Però stamani mi sono svegliato per studiare e non avrei avuto tempo, per questo ho scelto il motorino. È più comodo, ci vorrebbero più posti per parcheggiare». E sono in tanti a lasciarlo "in bilico" lo scooter, un metro fuori dagli stalli, o al limite del divieto di sosta. Mentre dalla parte opposta della strada c’è il rovescio della medaglia: la ciclabile quasi sempre vuota, attraversata da pochissime biciclette anche nell’orario di punta.
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